Quanto costa regolare affidamento e mantenimento dei figli se i genitori non sono sposati?
Il costo dell’avvocato per regolare affidamento e mantenimento dei figli non è fisso. Dipende soprattutto da un fattore: i genitori hanno già raggiunto un accordo oppure è necessario affrontare un procedimento contenzioso?
Essere sposati o non sposati, sotto questo profilo, cambia poco. Quando ci sono figli, ciò che conta è regolare in modo chiaro affidamento, tempi di permanenza, mantenimento, spese straordinarie ed eventuale assegnazione della casa familiare.
Sono l’Avv. Stefano Ruocco e in questo articolo ti spiego quali costi devi realmente considerare prima di affidare la pratica a un avvocato.
Quanto costa un avvocato per affidamento e mantenimento dei figli?
Non esiste una tariffa nazionale obbligatoria uguale per tutti.
Il compenso viene normalmente concordato tra avvocato e cliente mediante un preventivo scritto, tenendo conto dell’attività concretamente necessaria.
La differenza principale è questa:
| Situazione | Attività necessaria | Incidenza sul costo |
|---|---|---|
| Genitori già d’accordo | Predisposizione e formalizzazione dell’accordo | Generalmente più contenuta |
| Accordo parziale | Negoziazione e definizione dei punti ancora controversi | Intermedia |
| Forte conflitto | Procedimento giudiziale, memorie, udienze e attività istruttoria | Più elevata |
La vera variabile economica, quindi, non è il fatto che i genitori siano stati sposati. È quanto è complessa la controversia.
Da cosa dipende il preventivo dell’avvocato?
Quando valuto una pratica di affidamento e mantenimento considero soprattutto:
- se entrambi i genitori condividono già le condizioni;
- quante questioni devono essere regolamentate;
- se esiste contrasto sull’affidamento o sui tempi con il figlio;
- se vi sono contestazioni sui redditi o sul patrimonio dell’altro genitore;
- se bisogna discutere dell’assegnazione della casa familiare;
- se sono necessarie ulteriori udienze o attività istruttorie;
- se vengono richiesti provvedimenti urgenti.
Un procedimento nel quale i genitori discutono soltanto dell’importo del mantenimento non ha necessariamente lo stesso costo di una causa in cui sono contestati contemporaneamente affidamento, collocamento, frequentazione, casa familiare e situazione economica.
Esistono tariffe stabilite dalla legge?
Esistono parametri forensi, ma non devono essere confusi con un listino obbligatorio.
Il D.M. 10 marzo 2014 n. 55, modificato dal D.M. 13 agosto 2022 n. 147, stabilisce parametri utilizzati, tra l’altro, quando il compenso non è stato determinato per iscritto oppure quando deve essere liquidato dal giudice.
Il cliente può invece concordare con l’avvocato il compenso della pratica.
Per questo consiglio sempre di chiedere prima dell’incarico un preventivo che chiarisca:
- attività comprese;
- compenso professionale;
- spese e anticipazioni;
- eventuali costi ulteriori in caso di prosecuzione del contenzioso.
Sapere prima quale attività è compresa evita equivoci successivi.
Si paga il contributo unificato?
Nei procedimenti per la regolamentazione della responsabilità genitoriale e del mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio non è dovuto il contributo unificato.
L’esenzione deriva dall’art. 10, comma 2, del D.P.R. 115/2002 e riguarda sia i procedimenti contenziosi sia quelli proposti con domanda congiunta.
Possono tuttavia restare alcune anticipazioni o spese vive connesse alla procedura.
Questo significa che, nella maggior parte dei casi, la voce economica principale è rappresentata dal compenso professionale dell’avvocato e non dai costi di iscrizione della causa.
Costa meno trovare un accordo?
Nella maggior parte dei casi sì.
Un accordo raggiunto prima dell’instaurazione del contenzioso riduce normalmente:
- numero degli atti da predisporre;
- udienze;
- attività istruttoria;
- durata complessiva della pratica;
- rischio di condanna alle spese.
Questo non significa che sia sempre conveniente accettare qualsiasi proposta pur di evitare una causa.
Un accordo deve tutelare concretamente il figlio e deve essere economicamente sostenibile. Un accordo sbagliato, concluso soltanto per risparmiare il costo iniziale dell’avvocato, può generare successivamente un nuovo contenzioso.
Quali questioni devono essere regolate?
Quando due genitori non sposati cessano la convivenza, non devono effettuare una separazione personale come accade per i coniugi.
Devono però definire la disciplina relativa ai figli.
L’art. 337-ter del Codice civile impone di considerare prioritariamente l’interesse morale e materiale del minore e il suo diritto a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori.
Normalmente occorre regolamentare:
- affidamento;
- residenza abituale del figlio;
- tempi di permanenza con ciascun genitore;
- mantenimento ordinario;
- spese straordinarie;
- eventuale assegnazione della casa familiare.
Sul piano economico, l’art. 337-ter c.c. stabilisce che il mantenimento deve rispettare il principio di proporzionalità, considerando esigenze del figlio, risorse economiche dei genitori, tempi di permanenza e valore dei compiti di cura.
Anche una recente pronuncia della Cassazione, sentenza n. 24876 del 9 settembre 2025, ha ribadito la centralità del modello della bigenitorialità e la necessità di una valutazione concreta dell’interesse del minore.
Cosa succede se uno dei genitori non vuole trovare un accordo?
In questo caso il costo tende inevitabilmente ad aumentare perché l’avvocato deve gestire un vero procedimento contenzioso.
Non significa necessariamente affrontare una causa lunga anni. Il rito familiare introdotto dalla riforma Cartabia concentra molte questioni già negli atti iniziali e consente al giudice di adottare provvedimenti temporanei durante il procedimento.
Proprio per questo è importante predisporre correttamente sin dall’inizio documentazione reddituale, spese sostenute per il figlio e richieste da sottoporre al Tribunale.
Una pratica preparata male può costare molto più di una pratica impostata correttamente dall’inizio.
Si può utilizzare il patrocinio a spese dello Stato?
Sì, se ricorrono i requisiti previsti dalla legge.
Il patrocinio a spese dello Stato consente alla persona ammessa di essere assistita da un avvocato senza sostenerne personalmente il compenso, secondo la disciplina prevista dal D.P.R. 115/2002.
La possibilità concreta deve essere verificata sulla base del reddito e delle condizioni richieste dalla normativa vigente.
Quanto conviene spendere per formalizzare l’accordo?
La domanda corretta non è soltanto “quanto costa l’avvocato?”, ma anche quanto può costare non regolare correttamente la situazione.
Un accordo vago su mantenimento, spese straordinarie o tempi di frequentazione può diventare la causa del contenzioso successivo.
Per questo il preventivo dovrebbe essere valutato insieme alla qualità e alla completezza dell’attività professionale richiesta.
Quando ci sono figli, l’obiettivo non è semplicemente chiudere una pratica. È creare regole sufficientemente chiare da funzionare anche quando il rapporto personale tra i genitori diventa più difficile.
FAQ – Costi dell’avvocato per affidamento e mantenimento
I genitori devono pagare metà ciascuno il costo degli avvocati?
No. Normalmente ciascun genitore sostiene il compenso del proprio avvocato. In caso di procedimento contenzioso, il giudice può però decidere sulla ripartizione delle spese legali secondo le regole processuali applicabili.
Posso sapere il costo esatto prima di iniziare?
È possibile chiedere un preventivo scritto. Il costo può però dipendere dall’evoluzione della pratica: un procedimento inizialmente semplice può richiedere attività ulteriori se nasce un conflitto tra i genitori.
Se raggiungiamo un accordo durante la causa il costo diminuisce?
Può diminuire rispetto alla prosecuzione completa del contenzioso, perché vengono evitate ulteriori attività processuali. Il compenso relativo al lavoro già svolto resta comunque dovuto secondo gli accordi con il professionista.
Costa di più chiedere anche l’assegnazione della casa familiare?
Può incidere sul costo se la questione richiede attività difensiva ulteriore, contestazioni specifiche o acquisizione di documentazione. Dipende quindi dalla complessità concreta della pratica.
L’altro genitore può essere condannato a pagare il mio avvocato?
Nel procedimento contenzioso il giudice può pronunciarsi sulle spese processuali. Non esiste però un diritto automatico al rimborso integrale del proprio avvocato: la decisione dipende dall’esito e dalle caratteristiche del procedimento.
