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Area di Competenza

Avvocato Separazione Napoli | Assistenza in tutta Italia – Avv. Ruocco

Lo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza legale nelle procedure di separazione consensuale e giudiziale, con consulenza diretta a Napoli e assistenza rivolta anche a clienti residenti in altre città italiane.

Quando la pratica richiede attività presso Tribunali, autorità o uffici situati fuori Napoli, lo Studio si avvale, in relazione alle specifiche esigenze del caso e previa informazione del cliente, della collaborazione di avvocati esterni, autonomi e regolarmente iscritti ai rispettivi Ordini professionali territoriali.

La separazione è un passaggio delicato, perché può incidere sulla vita dei figli, sull’assegnazione della casa familiare, sul mantenimento e sulla futura organizzazione economica dei coniugi. Ricevere una consulenza legale fin dall’inizio consente di valutare la procedura più adatta e di evitare accordi incompleti, poco chiari o difficili da applicare nel tempo.

Assistenza legale per la separazione: Napoli e pratiche in altre città italiane

Lo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco assiste il cliente nella valutazione e nella gestione delle principali procedure collegate alla crisi familiare.

Esigenza del clienteAttività dello Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco
Separazione consensualeValutazione delle condizioni, redazione dell’accordo e assistenza nella procedura scelta
Negoziazione assistitaAssistenza legale nella definizione dell’accordo e negli adempimenti previsti dalla legge
Separazione giudizialeDifesa davanti al Tribunale competente
Figli minoriRegolamentazione di affidamento, collocamento, frequentazione e mantenimento
Casa familiareValutazione dell’assegnazione e dei relativi effetti
Coniuge residente fuori NapoliConsulenza iniziale anche a distanza e organizzazione della pratica
Procedura presso un foro fuori NapoliEventuale collaborazione con un avvocato esterno operante nel territorio interessato
Modifica delle condizioniAssistenza in caso di cambiamenti economici o familiari sopravvenuti
Divorzio successivoValutazione e avvio della procedura dopo la separazione

Cos’è la separazione coniugale

La separazione personale dei coniugi è il procedimento che consente di interrompere legalmente la convivenza matrimoniale senza sciogliere definitivamente il matrimonio.

È disciplinata dagli artt. 150 e seguenti del Codice civile e può regolare aspetti personali, economici e familiari.

AspettoCosa può essere regolato con la separazione
ConvivenzaCessa l’obbligo dei coniugi di vivere insieme
FigliAffidamento, collocamento, frequentazione e mantenimento
Casa familiarePossibile assegnazione nell’interesse dei figli
Coniuge economicamente più deboleEventuale assegno di mantenimento
Spese dei figliRipartizione delle spese ordinarie e straordinarie
Rapporti economiciGestione di mutui, beni, obblighi e patrimonio familiare
Comunione legaleProduzione degli effetti previsti dalla legge sulla comunione dei beni

La separazione non permette di contrarre un nuovo matrimonio. Per sciogliere definitivamente il vincolo matrimoniale occorre il successivo divorzio.

Separazione e divorzio: quali differenze ci sono?

Separazione e divorzio sono due procedure diverse.

AspettoSeparazioneDivorzio
MatrimonioIl vincolo matrimoniale permaneIl matrimonio viene sciolto o cessano i suoi effetti civili
ConvivenzaNon è più obbligatoriaIl rapporto coniugale è definitivamente cessato
Nuovo matrimonioNon possibilePossibile dopo la definitività del divorzio
FigliVengono stabilite le condizioni di affidamento e mantenimentoLe condizioni possono essere confermate o modificate
Coniuge economicamente debolePuò essere previsto assegno di mantenimentoPuò essere riconosciuto assegno divorzile
Termine ordinario per procedere al divorzio6 mesi dalla separazione consensuale; 12 mesi dalla separazione giudiziale

La normativa processuale consente oggi di proporre nello stesso ricorso la domanda di separazione e quella di divorzio. Il divorzio potrà però essere pronunciato soltanto dopo la definizione della separazione e il decorso dei termini previsti dalla legge.

Separazioni e divorzi in Italia: i dati più recenti

Secondo l’ultimo rapporto ISTAT disponibile, pubblicato il 19 gennaio 2026 e riferito all’anno 2024, in Italia si sono registrate:

ProceduraAnno 2023Anno 2024Variazione
Separazioni82.39275.014-9,0%
Divorzi79.87577.364-3,1%

Nel 2024, circa tre separazioni su quattro si sono concluse in forma consensuale, considerando sia i procedimenti davanti al Tribunale sia quelli conclusi mediante procedure extragiudiziali.

Fonte statistica: ISTAT, Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024, pubblicato il 19 gennaio 2026.

Il dato evidenzia come, quando vi siano le condizioni per un accordo equilibrato e consapevole, la separazione consensuale rappresenti frequentemente la soluzione scelta dai coniugi.

Separazione consensuale e giudiziale: qual è la differenza?

La differenza fondamentale riguarda l’esistenza o meno di un accordo sulle condizioni della separazione.

ElementoSeparazione consensualeSeparazione giudiziale
Accordo tra i coniugiPresente su tutti i punti essenzialiAssente o incompleto
FigliCondizioni concordate e sottoposte a controlloDecide il giudice
MantenimentoConcordato tra le partiStabilito dal giudice
Casa familiareRegolata nell’accordo, se conforme all’interesse dei figliStabilita dal giudice
DurataGeneralmente più contenutaSolitamente più lunga
ConflittualitàRidotta o gestibileElevata o non superabile
Prove e accertamentiNormalmente limitatiPossono essere necessari
Quando è indicataSe esiste un accordo realmente equilibratoSe serve una decisione vincolante del giudice

La separazione consensuale non deve essere scelta soltanto perché apparentemente più rapida. Quando un coniuge non conosce pienamente la situazione economica familiare, subisce pressioni oppure non è adeguatamente tutelato, è necessario valutare con attenzione se l’accordo sia realmente conveniente e sicuro.

Come funziona la separazione consensuale

La separazione consensuale presuppone che i coniugi abbiano raggiunto un’intesa sulle conseguenze principali della fine della convivenza.

Cosa deve contenere un accordo di separazione

TemaContenuto da definire
FigliAffidamento, collocamento e tempi di permanenza
Mantenimento dei figliImporto, scadenze e modalità di pagamento
Spese straordinariePercentuali, autorizzazioni e documentazione
Casa familiareEventuale assegnazione e gestione delle spese
Coniuge economicamente più deboleEventuale assegno di mantenimento
Beni e debitiMutui, immobili, conti e altri obblighi economici
Comunicazioni tra genitoriRegole utili per ridurre futuri conflitti
Successivo divorzioPossibile valutazione della fase successiva

Un accordo chiaro deve evitare formule generiche, soprattutto quando riguarda figli, spese straordinarie, vacanze, scuola, cure mediche o pagamenti periodici.

Quali procedure consensuali sono possibili?

La separazione consensuale può essere conclusa mediante ricorso congiunto davanti al Tribunale, negoziazione assistita oppure, nei soli casi consentiti, accordo davanti all’ufficiale dello stato civile.

Ricorso congiunto in Tribunale
Figli minori o non autosufficientiAvvocatoUdienza davanti al giudice
AmmessiNecessarioPuò essere sostituita da note scritte nei casi previsti
Autorità coinvolta: Tribunale
Negoziazione assistita
Figli minori o non autosufficientiAvvocatoUdienza davanti al giudice
AmmessiAlmeno un avvocato per ciascun coniugeNon prevista, salvo criticità
Autorità coinvolta: Procura della Repubblica
Accordo davanti all’ufficiale di stato civile
Figli minori o non autosufficientiAvvocatoUdienza davanti al giudice
Non ammessiFacoltativoNon prevista
Autorità coinvolta: Comune

Ricorso congiunto in Tribunale

Con il ricorso congiunto, i coniugi presentano al Tribunale un accordo già definito sulle condizioni della separazione.

La procedura è disciplinata dall’art. 473-bis.51 del Codice di procedura civile.

Il ricorso deve rappresentare in modo adeguato:

  • la situazione personale e familiare;
  • la presenza di figli;
  • i redditi e i patrimoni delle parti;
  • le condizioni relative all’affidamento e al mantenimento;
  • la disciplina della casa familiare;
  • gli eventuali accordi economici.

Quando previsto, i coniugi possono chiedere che l’udienza sia sostituita dal deposito di note scritte, dichiarando di non volersi riconciliare. Il giudice mantiene comunque il potere di convocare le parti o richiedere chiarimenti quando ritenga necessario approfondire il contenuto dell’accordo.

Negoziazione assistita: separarsi senza procedimento ordinario in Tribunale

La negoziazione assistita consente ai coniugi di formalizzare un accordo di separazione con l’assistenza di almeno un avvocato per ciascuna parte, senza introdurre il procedimento ordinario davanti al Tribunale.

È disciplinata dall’art. 6 del Decreto-legge n. 132/2014, convertito nella Legge n. 162/2014.

La negoziazione assistita è possibile anche con figli minori?

Sì. La negoziazione assistita è possibile anche quando vi sono:

  • figli minori;
  • figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  • figli maggiorenni incapaci;
  • figli con disabilità grave.

In tali ipotesi, l’accordo deve essere trasmesso al Procuratore della Repubblica competente, che ne verifica la conformità all’interesse dei figli.

Situazione familiareControllo previsto
Nessun figlio tutelato dalla normaIl Procuratore verifica la regolarità dell’accordo e rilascia il nulla osta
Figli minori, incapaci, con disabilità grave o non autosufficientiIl Procuratore valuta l’interesse dei figli e autorizza l’accordo
Accordo non adeguato per i figliGli atti possono essere trasmessi al Presidente del Tribunale

La negoziazione assistita può rappresentare una soluzione utile quando i coniugi abbiano raggiunto un accordo effettivo, informato e sostenibile.

Separazione davanti al Comune: quando è possibile

I coniugi possono concludere la separazione davanti all’ufficiale dello stato civile soltanto nei casi più semplici previsti dalla legge.

Questa procedura non è ammessa quando vi siano:

  • figli minori;
  • figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  • figli maggiorenni incapaci;
  • figli con disabilità grave.

Inoltre, l’accordo davanti al Comune non può contenere patti di trasferimento patrimoniale.

SituazioneSeparazione davanti al Comune
Nessun figlio tutelato dalla normaAmmessa
Figli minoriNon ammessa
Figlio maggiorenne non autosufficienteNon ammessa
Trasferimento di un immobileNon ammesso
Presenza dell’avvocatoFacoltativa

Anche quando questa procedura è astrattamente utilizzabile, una consulenza preventiva può essere opportuna se vi sono questioni economiche, rinunce, mutui, immobili o possibili conseguenze future da valutare.

Come funziona la separazione giudiziale

La separazione giudiziale è necessaria quando manca un accordo oppure quando occorre ottenere dal giudice provvedimenti immediati e vincolanti.

Può essere necessaria quando:

  • uno dei coniugi rifiuta ogni soluzione concordata;
  • non vi è accordo su figli, mantenimento o casa familiare;
  • vi sono contestazioni patrimoniali rilevanti;
  • si sospetta che redditi o beni non siano stati dichiarati correttamente;
  • sono presenti condotte violente, minacciose o gravemente pregiudizievoli;
  • viene richiesta la separazione con addebito.

Fasi principali della separazione giudiziale

FaseCosa accade
Deposito del ricorsoUn coniuge avvia il procedimento tramite avvocato
Costituzione dell’altro coniugeLa parte resistente presenta difese e richieste
Prima comparizioneIl giudice esamina le necessità urgenti
Provvedimenti temporaneiPossono essere stabilite regole immediate su figli, casa e mantenimento
IstruttoriaVengono acquisiti documenti, prove e, se necessario, consulenze
Decisione finaleIl giudice pronuncia la separazione e stabilisce le condizioni definitive

Il procedimento è disciplinato dagli artt. 473-bis.47 e seguenti del Codice di procedura civile, nell’ambito del rito unitario in materia di persone, minorenni e famiglie.

Cosa succede ai figli durante la separazione

La separazione riguarda il rapporto tra i coniugi, ma non elimina i doveri di entrambi i genitori nei confronti dei figli.

Il criterio generale è quello dell’affidamento condiviso, salvo che tale soluzione sia contraria all’interesse concreto del minore.

TemaCosa deve essere regolato
Responsabilità genitorialeDecisioni importanti su salute, scuola, educazione e residenza
CollocamentoPresso quale genitore il figlio vive prevalentemente
FrequentazioneGiorni, fine settimana, vacanze e festività
Mantenimento ordinarioEventuale assegno mensile
Spese straordinarieSpese mediche, scolastiche, sportive o formative
Casa familiareEventuale assegnazione per preservare la stabilità del figlio

Le disposizioni principali sono contenute negli artt. 337-ter e seguenti del Codice civile.

Come viene determinato il mantenimento dei figli

Non esiste un importo uguale per tutte le famiglie.

Il mantenimento viene determinato considerando:

  • esigenze attuali dei figli;
  • redditi effettivi dei genitori;
  • patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • tenore di vita familiare precedente;
  • tempi di permanenza presso ciascun genitore;
  • compiti di cura svolti;
  • assegnazione della casa familiare;
  • spese ordinarie e straordinarie.
Elemento valutatoPossibile incidenza sul mantenimento
Reddito significativamente maggiore di un genitorePuò aumentare il contributo dovuto
Figlio collocato prevalentemente presso un genitorePuò giustificare un assegno periodico
Permanenza ampia presso entrambi i genitoriPuò incidere sull’importo, senza eliminarlo automaticamente
Casa familiare assegnata a un genitorePuò essere considerata nella valutazione economica complessiva
Più figli o necessità particolariRichiedono una valutazione più articolata

Un accordo sul mantenimento deve essere realistico e sostenibile. Condizioni poco chiare possono determinare nuovi conflitti e successive richieste di modifica.

Chi resta nella casa familiare dopo la separazione

L’assegnazione della casa familiare non dipende automaticamente da chi sia proprietario dell’immobile né dal sesso del genitore.

Quando vi sono figli, il criterio principale è il loro interesse a mantenere l’ambiente domestico abituale.

SituazioneRegola generale
Figli collocati prevalentemente presso un genitoreLa casa può essere assegnata a quel genitore nell’interesse dei figli
Immobile intestato all’altro coniugeLa proprietà non impedisce l’assegnazione temporanea
Immobile in locazioneDevono essere valutati contratto e conseguenze dell’assegnazione
Nessun figlio convivente o da tutelarePrevalgono proprietà, comproprietà e accordi economici
Trasferimento definitivo dell’immobileRichiede un accordo validamente formalizzato

L’assegnazione della casa non equivale al trasferimento della proprietà.

Quali documenti servono per la separazione

DocumentoUtilità
Estratto dell’atto di matrimonioDimostra il vincolo matrimoniale
Certificati di residenza e stato di famigliaIndividuano situazione familiare e competenza territoriale
Documenti di identità e codici fiscaliIdentificazione delle parti
Dichiarazioni dei redditiValutazione delle condizioni economiche
Buste paga o documentazione lavorativaVerifica delle entrate correnti
Documentazione bancaria e patrimonialeUtile in presenza di contestazioni economiche
Visure immobiliari, mutui e locazioniGestione della casa e degli immobili
Documentazione delle spese dei figliValutazione del mantenimento
Precedenti provvedimenti o accordiNecessari in caso di modifica delle condizioni

Posso richiedere assistenza anche se non sono a Napoli?

Sì. Le pratiche di separazione consensuale e molte attività connesse alla separazione giudiziale possono essere gestite anche a distanza, con consulenze via videochiamata e scambio digitale dei documenti. Lo Studio assiste clienti in tutta Italia.

Lo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco può organizzare:

  • primo colloquio in videochiamata;
  • acquisizione telematica della documentazione;
  • valutazione delle condizioni familiari ed economiche;
  • predisposizione della proposta di accordo;
  • confronto con l’altro coniuge o con il suo difensore;
  • valutazione della procedura più adatta;
  • eventuale coinvolgimento di un avvocato esterno nel territorio interessato, quando necessario per specifiche attività locali.

La gestione a distanza non significa automaticamente che ogni atto possa essere concluso interamente online. Le modalità finali dipendono dalla procedura scelta, dalle firme necessarie e dalle indicazioni dell’autorità competente.

Quanto costa la separazione

Il costo dell’assistenza legale per una separazione dipende dalla procedura scelta e dalla complessità della situazione familiare ed economica.

Tipo di attivitàElementi che incidono sul costo
Consulenza inizialeDocumentazione da esaminare, situazione reddituale e patrimoniale
Separazione consensuale con ricorso congiuntoComplessità dell’accordo, presenza di figli, immobili o assegni
Negoziazione assistitaNumero di avvocati coinvolti, trattativa e adempimenti successivi
Accordo davanti all’ufficiale di stato civileEventuale consulenza preventiva; diritti del Comune
Separazione giudizialeDurata del procedimento, istruttoria, udienze, accertamenti patrimoniali
Modifica delle condizioniComplessità dei fatti sopravvenuti e numero di questioni da riesaminare

I parametri professionali applicabili sono disciplinati dal D.M. n. 55/2014, come modificato dal D.M. n. 147/2022.

Il compenso deve essere definito con trasparenza prima del conferimento dell’incarico. Una consulenza preliminare consente anche di valutare quale procedura sia realmente adatta, evitando costi superiori al necessario.

Chi possiede i requisiti reddituali previsti dalla normativa vigente può valutare l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle procedure familiari consentite dalla legge.

Domande frequenti sulla separazione coniugale

È possibile essere assistiti dall’Avv. Stefano Ruocco vivendo fuori Napoli?

Sì. Il cliente può rivolgersi allo Studio anche se risiede fuori Napoli. Il primo esame della situazione, la raccolta dei documenti e la valutazione della strategia possono essere organizzati anche a distanza. Se risultano necessarie attività locali, potrà essere valutata la collaborazione con un avvocato esterno del territorio interessato.

È possibile separarsi anche se l’altro coniuge non è d’accordo?

Sì. Nessun coniuge può essere obbligato a proseguire la convivenza. Se manca un accordo, è possibile promuovere una separazione giudiziale e chiedere al Tribunale di regolare figli, mantenimento, casa familiare e ogni altra questione controversa.

Qual è la differenza pratica tra separazione consensuale e giudiziale?

La separazione consensuale nasce da un accordo completo tra i coniugi. Quella giudiziale è necessaria quando l’accordo manca oppure quando occorrono provvedimenti vincolanti del giudice. La procedura consensuale è generalmente meno conflittuale; quella giudiziale è più articolata e può richiedere prove, accertamenti e più udienze.

È meglio il ricorso congiunto o la negoziazione assistita?

Dipende dalla situazione concreta. Il ricorso congiunto porta l’accordo davanti al Tribunale. La negoziazione assistita consente invece di formalizzare l’intesa con l’assistenza degli avvocati e il controllo dell’autorità competente nei casi previsti. La scelta deve tenere conto di figli, patrimonio, immobili, accordi economici e caratteristiche della pratica.

La negoziazione assistita è possibile con figli minori?

Sì. La presenza di figli minori non impedisce la negoziazione assistita. L’accordo deve essere trasmesso al Procuratore della Repubblica, che valuta se le condizioni siano adeguate all’interesse dei figli.

È sempre necessario andare davanti a un giudice?

No. Nella negoziazione assistita non è normalmente prevista un’udienza davanti al giudice, salvo criticità dell’accordo. Nel ricorso congiunto in Tribunale, inoltre, nei casi consentiti dalla legge i coniugi possono chiedere che l’udienza sia sostituita dal deposito di note scritte.

Posso separarmi davanti al Comune?

Sì, ma soltanto quando non vi siano figli minori, figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, incapaci o con disabilità grave e quando l’accordo non contenga trasferimenti patrimoniali.

Posso fare la separazione interamente online?

La consulenza, la raccolta dei documenti e parte dell’organizzazione della procedura possono spesso essere gestite a distanza. La formalizzazione finale dipende però dalla procedura scelta, dalle firme necessarie e dagli adempimenti richiesti dall’autorità competente.

La casa familiare viene sempre assegnata alla madre?

No. L’assegnazione della casa non dipende dal sesso del genitore. In presenza di figli, il criterio centrale è il loro interesse a conservare l’ambiente domestico abituale. La casa può quindi essere assegnata al genitore presso il quale i figli vivono prevalentemente.

Se la casa è intestata soltanto a me, posso perderne la proprietà?

L’assegnazione della casa familiare non comporta automaticamente il trasferimento della proprietà. Il proprietario resta tale, anche se l’immobile viene assegnato temporaneamente all’altro genitore nell’interesse dei figli.

Come si stabilisce il mantenimento dei figli?

L’importo viene determinato considerando redditi, patrimonio, esigenze dei figli, tempi di permanenza con ciascun genitore, assegnazione della casa familiare e spese ordinarie e straordinarie. Non esiste una cifra automatica valida per tutte le famiglie.

Se i figli trascorrono lo stesso tempo con entrambi i genitori, il mantenimento non è dovuto?

Non automaticamente. La permanenza equilibrata può incidere sull’importo, ma occorre valutare anche la differenza di reddito tra i genitori, le spese sostenute direttamente e le esigenze concrete dei figli.

Cosa sono le spese straordinarie dei figli?

Sono spese non comprese nella gestione ordinaria quotidiana, come determinate spese mediche, scolastiche, sportive o formative. Nell’accordo è opportuno specificare quali spese richiedano previo consenso, come debbano essere documentate e in quale misura vadano ripartite.

Cosa posso fare se l’altro genitore non versa il mantenimento?

Il mancato pagamento può consentire l’avvio di procedure per il recupero delle somme dovute e l’adozione degli ulteriori strumenti previsti dalla legge. È importante conservare provvedimenti, accordi, estratti conto e documentazione dei mancati versamenti.

Il figlio maggiorenne ha sempre diritto al mantenimento?

No. Il mantenimento non cessa automaticamente al compimento dei diciotto anni, ma prosegue finché il figlio non raggiunga un’adeguata indipendenza economica, purché la mancata autosufficienza non dipenda da inerzia ingiustificata.

Un genitore può trasferirsi in un’altra città con i figli dopo la separazione?

Un trasferimento stabile che incida sulla vita dei figli e sui rapporti con l’altro genitore non dovrebbe essere deciso unilateralmente. Occorre valutare interesse del minore, scuola, legami familiari, distanza e possibilità di mantenere rapporti equilibrati con entrambi i genitori.

Posso chiedere separazione e divorzio nello stesso ricorso?

Sì. È possibile proporre contestualmente le due domande, ma il divorzio potrà essere pronunciato soltanto dopo la definizione della separazione e il decorso dei termini previsti dalla legge.

Dopo quanto tempo dalla separazione posso divorziare?

In generale, il divorzio può essere richiesto dopo 6 mesi dalla separazione consensuale e dopo 12 mesi dalla separazione giudiziale, salvo la verifica concreta dei presupposti applicabili al singolo caso.

Le condizioni della separazione possono cambiare nel tempo?

Sì. Le condizioni relative a figli, mantenimento e casa familiare possono essere modificate quando intervengano fatti nuovi rilevanti, come perdita del lavoro, variazioni importanti del reddito, nuove esigenze dei figli o mutamenti della loro collocazione.

Cosa devo fare se ricevo un ricorso per separazione giudiziale?

È opportuno rivolgersi tempestivamente a un avvocato per esaminare il ricorso, i documenti allegati e i termini entro cui depositare le difese. Attendere l’udienza senza predisporre una risposta può compromettere la tutela della propria posizione.

Cosa fare in presenza di violenze, minacce o comportamenti intimidatori?

In presenza di violenza domestica o di genere, la priorità è la protezione della persona e dei figli. Occorre valutare rapidamente gli strumenti urgenti previsti dalla legge, senza subordinare la sicurezza personale al tentativo di raggiungere un accordo consensuale.

È possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato?

Chi possiede i requisiti reddituali previsti dalla normativa vigente può valutare l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nelle procedure familiari consentite dalla legge. La verifica richiede l’esame della documentazione reddituale e della specifica situazione personale.

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Fonti normative e statistiche

  • Codice deontologico forense, art. 35, in materia di corretta informazione sull’attività professionale.
  • Codice civile, artt. 150 e seguenti, in materia di separazione personale dei coniugi.
  • Codice civile, artt. 337-ter e seguenti, in materia di responsabilità genitoriale, affidamento e mantenimento dei figli.
  • Codice di procedura civile, artt. 473-bis.47 e seguenti, in materia di procedimenti relativi alla crisi familiare.
  • Codice di procedura civile, art. 473-bis.51, in materia di procedimento su domanda congiunta.
  • Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito nella Legge 10 novembre 2014, n. 162, artt. 6 e 12, in materia di negoziazione assistita e accordi davanti all’ufficiale dello stato civile.
  • Legge 1° dicembre 1970, n. 898, come modificata dalla Legge 6 maggio 2015, n. 55, in materia di divorzio breve.
  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, e Decreto legislativo 31 ottobre 2024, n. 164, in materia di rito familiare e disposizioni correttive.
  • ISTAT, Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024, pubblicato il 19 gennaio 2026.

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