Salta al contenuto

Area di Competenza

Avvocato Coppie di Fatto Napoli | Diritti Conviventi

La convivenza di fatto riguarda due persone maggiorenni, stabilmente unite da un legame affettivo di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, che non siano sposate, unite civilmente o legate da rapporti incompatibili previsti dalla legge. La convivenza attribuisce alcune tutele, ma non produce automaticamente gli stessi effetti del matrimonio.

L’Avv. Stefano Ruocco assiste coppie conviventi e genitori non sposati a Napoli e offre consulenza anche a clienti residenti in altre città italiane, in materia di affidamento e mantenimento dei figli fuori dal matrimonio, crisi della relazione, contratto di convivenza, casa comune, tutela patrimoniale.

Quando una pratica richiede attività specifiche presso Tribunali, uffici o autorità situati fuori Napoli, lo Studio si avvale, ove necessario e previa informazione del cliente, della collaborazione di avvocati esterni, regolarmente iscritti ai rispettivi Ordini professionali territoriali.

Coppie di fatto: risposte immediate

DomandaRisposta semplice
Chi sono i conviventi di fatto?Due persone maggiorenni stabilmente legate affettivamente e unite da reciproca assistenza morale e materiale, non sposate né unite civilmente.
La convivenza equivale al matrimonio?No. Attribuisce alcune tutele, ma non gli stessi diritti automatici del coniuge.
Il convivente eredita automaticamente?No. Per attribuirgli beni occorre normalmente un testamento, nei limiti delle quote riservate dalla legge.
Il convivente può restare nella casa dopo la morte del partner proprietario?Sì, per un periodo stabilito dalla legge, ma non acquisisce la proprietà dell’immobile.
Si può fare un contratto di convivenza?Sì. Serve a disciplinare determinati rapporti patrimoniali della vita comune.
I figli di genitori non sposati hanno meno diritti?No. Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico.
Dopo la rottura spetta il mantenimento all’ex convivente?Non automaticamente. In presenza dei requisiti, possono spettare soltanto gli alimenti.
Si può essere assistiti vivendo fuori Napoli?Sì. Lo Studio può seguire clienti anche a distanza e, quando necessario, collaborare con avvocati esterni del territorio interessato.

Cos’è una convivenza di fatto secondo la legge

La disciplina delle convivenze di fatto è contenuta nella Legge 20 maggio 2016, n. 76, conosciuta anche come Legge Cirinnà.

Sono conviventi di fatto due persone:

  • maggiorenni;
  • stabilmente unite da legami affettivi di coppia;
  • legate da reciproca assistenza morale e materiale;
  • non unite tra loro da matrimonio o unione civile;
  • non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione incompatibili con la convivenza disciplinata dalla legge.

Per l’accertamento della stabile convivenza, la legge richiama la dichiarazione anagrafica prevista dal regolamento anagrafico della popolazione residente.

Convivenza affettiva e convivenza di fatto riconosciuta: attenzione alla differenza

Non ogni relazione sentimentale o coabitazione occasionale produce automaticamente gli effetti previsti dalla Legge n. 76/2016.

SituazioneTutela della convivenza di fatto
Due partner stabilmente conviventi e registrati anagraficamenteApplicabile, se ricorrono tutti i requisiti di legge
Relazione stabile senza coabitazioneNon coincide ordinariamente con la convivenza di fatto disciplinata dalla legge
Semplice coinquilino o ospiteNon applicabile
Persona ancora sposata o già unita civilmenteNon rientra nella definizione legale di convivente di fatto
Persone legate da rapporti familiari incompatibiliNon applicabile

La verifica della posizione anagrafica e personale è importante prima di predisporre un contratto di convivenza o fare affidamento sui diritti previsti dalla legge.

Quanto sono diffuse le famiglie non fondate sul matrimonio?

La trasformazione delle forme familiari emerge chiaramente dai più recenti dati ISTAT.

Dato statisticoValore
Coppie non coniugate, famiglie ricostituite, single non vedovi e monogenitori non vedovi nel biennio 2023-2024Oltre 10 milioni di famiglie
Incidenza di tali forme familiari sul totale delle famiglieOltre 40%
Persone che vivono in tali forme familiariOltre 19 milioni
Libere unioni sul totale delle famiglie nel biennio 2023-20246,5%
Nati fuori dal matrimonio nel 2024159.671
Incidenza dei nati fuori dal matrimonio sul totale delle nascite nel 202443,2%
Aumento dell’incidenza dei nati fuori dal matrimonio rispetto al 2008+23,5 punti percentuali

Fonti statistiche: ISTAT, Annuario statistico italiano 2025 – Popolazione e famiglie; ISTAT, Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2024.

I dati non significano che convivenza e matrimonio producano le stesse conseguenze giuridiche. Al contrario, rendono ancora più importante comprendere quali diritti siano automatici e quali richiedano strumenti specifici di tutela.

Coppia di fatto, matrimonio e unione civile: quali differenze ci sono?

Costituzione del rapporto
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Convivenza stabile con requisiti di leggeCelebrazione del matrimonioDichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile
Soggetti
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Coppie di sesso diverso o dello stesso sessoSecondo la disciplina matrimoniale vigenteCoppie dello stesso sesso
Obblighi reciproci
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Tutele specifiche previste dalla legge; non equivalenti a quelle matrimonialiDoveri coniugali previsti dal Codice civileAssistenza morale e materiale e coabitazione
Successione ereditaria automatica
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
NoSiSi
Regime patrimoniale automatico
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Nessuna comunione automatica; può essere scelta con contrattoComunione legale salvo scelta diversaComunione legale salvo scelta diversa
Scioglimento della relazione
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Cessazione della convivenza; eventuale risoluzione del contrattoSeparazione e/o divorzio secondo i casiProcedura di scioglimento dell’unione
Tutela economica dopo la crisi
Convivenza di fattoMatrimonioUnione civile
Eventuali alimenti solo con requisiti di leggeMantenimento o assegno divorzile secondo il procedimentoAssegno in presenza dei presupposti applicabili

La convivenza non è semplicemente un “matrimonio senza cerimonia”: è una condizione giuridica con tutele diverse e più limitate, specialmente in materia successoria e patrimoniale.

Quali diritti ha il convivente di fatto?

La Legge n. 76/2016 ha riconosciuto alcuni diritti specifici al convivente di fatto.

SituazioneDiritto riconosciuto
Ricovero o malattia del partnerVisita, assistenza e accesso alle informazioni personali secondo le regole della struttura sanitaria
Incapacità del partnerPossibilità di essere designato per le decisioni in materia di salute
Morte del partnerPossibilità di essere designato per organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie
Morte del proprietario della casa comuneDiritto temporaneo di abitazione nei limiti previsti dalla legge
Morte o recesso del partner conduttorePossibilità di succedere nel contratto di locazione della casa comune
Interdizione, inabilitazione o necessità di sostegnoPossibilità di essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno
Morte causata da fatto illecito di terziRisarcimento valutato con gli stessi criteri applicabili al coniuge superstite
Attività prestata stabilmente nell’impresa del partnerPossibili diritti di partecipazione nei limiti stabiliti dall’art. 230-ter c.c.
Fine della convivenza e stato di bisognoPossibile diritto agli alimenti, se ricorrono i requisiti di legge

Questi diritti non trasformano il convivente in coniuge e non attribuiscono automaticamente successione ereditaria, comunione dei beni o assegno di mantenimento in caso di rottura.

Il convivente può prendere decisioni sanitarie per il partner?

Occorre distinguere due situazioni.

SituazioneRegola
Partner ricoverato o malatoIl convivente ha diritto di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali secondo le regole della struttura
Partner incapace di intendere e di volereIl convivente può rappresentarlo nelle decisioni sanitarie soltanto se previamente designato con atto scritto
Decisioni in caso di morteIl convivente può essere designato per donazione di organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie

La convivenza, da sola, non attribuisce automaticamente ogni potere decisionale sanitario. Quando si desidera che il partner possa rappresentare l’altro in situazioni delicate, è opportuno predisporre gli atti necessari con attenzione.

Il convivente eredita alla morte del partner?

No. Il convivente di fatto non è automaticamente erede legittimo né legittimario.

Se un partner muore senza testamento, il convivente superstite non acquista una quota dell’eredità soltanto in forza della convivenza.

SituazioneConseguenza
Partner deceduto senza testamentoIl convivente non eredita automaticamente
Testamento in favore del conviventeIl convivente può ricevere beni nei limiti della quota disponibile
Presenza di figli, coniuge non divorziato o altri legittimariIl testamento non può ledere le quote loro riservate dalla legge
Casa di proprietà del defuntoPuò spettare un diritto temporaneo di abitazione, ma non la proprietà

Chi convive e desidera tutelare il partner in caso di morte deve valutare strumenti successori adeguati, considerando anche la presenza di figli o altri eredi protetti dalla legge.

Cosa succede alla casa comune se il convivente proprietario muore?

Se la casa di comune residenza appartiene al convivente deceduto, il partner superstite non diventa proprietario dell’immobile, ma può continuare ad abitarvi temporaneamente.

SituazioneDurata del diritto di abitazione
Regola generale2 anni
Convivenza durata più di 2 anniPeriodo pari alla durata della convivenza
Limite massimo5 anni
Nella casa coabitano figli minori o figli disabili del convivente superstitePeriodo non inferiore a 3 anni

Il diritto viene meno se il convivente superstite:

  • cessa di abitare stabilmente nella casa;
  • contrae matrimonio;
  • costituisce un’unione civile;
  • inizia una nuova convivenza di fatto.

Casa in affitto: il convivente può subentrare nel contratto?

Sì. In caso di morte del conduttore oppure di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto può succedergli nel contratto.

Cos’è il contratto di convivenza

Il contratto di convivenza è lo strumento con cui i conviventi di fatto possono regolare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita comune.

Non è obbligatorio per essere conviventi di fatto, ma può essere utile quando la coppia vuole chiarire preventivamente contribuzioni economiche, gestione patrimoniale e regime degli acquisti.

Come deve essere redatto

RequisitoRegola
FormaAtto pubblico oppure scrittura privata autenticata
Professionista competenteNotaio oppure avvocato
Controllo del professionistaConformità del contratto alle norme imperative e all’ordine pubblico
Trasmissione al ComuneEntro 10 giorni ai fini dell’opponibilità ai terzi
RegistrazionePresso l’anagrafe del Comune di residenza dei conviventi

Cosa può prevedere il contratto di convivenza?

La legge indica alcuni contenuti tipici del contratto.

ContenutoPuò essere previsto?Spiegazione
Indicazione della residenzaConsente di individuare la residenza della coppia
Modalità di contribuzione alla vita comunePermette di stabilire come ciascun convivente partecipa alle spese
Comunione dei beniPuò essere scelta espressamente nel contratto
Modifica del regime patrimoniale durante la convivenzaDeve avvenire con le forme previste dalla legge
Trasferimento di proprietà immobiliareRichiede atto idoneoResta ferma la competenza notarile per i trasferimenti di diritti reali immobiliari
Affidamento e mantenimento dei figli minoriNon vincolabile nel contratto patrimonialeDevono essere regolati nell’interesse dei figli mediante strumenti appropriati
Clausole contrarie a norme imperative o ordine pubblicoNoSarebbero invalide

Comunione dei beni: scatta automaticamente tra conviventi?

No. A differenza del matrimonio e dell’unione civile, nella convivenza di fatto la comunione dei beni non opera automaticamente.

SituazioneRegola patrimoniale
Nessun contratto di convivenzaI beni seguono normalmente l’intestazione e le regole ordinarie applicabili
Contratto senza scelta della comunioneNon nasce automaticamente un patrimonio comune
Contratto con scelta espressa della comunione dei beniSi applica il regime prescelto secondo legge

Questa differenza può assumere particolare importanza quando la coppia acquista una casa, sostiene rate di mutuo o affronta investimenti comuni.

Come si scioglie il contratto di convivenza?

Il contratto di convivenza si risolve nei casi previsti dalla legge.

EventoEffetto
Accordo di entrambi i conviventiRisoluzione concordata
Recesso unilateraleUn convivente può recedere rispettando la forma prevista
Matrimonio o unione civile tra i conviventi o con altra personaRisoluzione del contratto
Morte di uno dei conviventiRisoluzione del contratto

In caso di recesso unilaterale, se la casa familiare è nella disponibilità esclusiva del convivente che recede, la dichiarazione deve indicare un termine non inferiore a 90 giorni concesso all’altro convivente per lasciare l’abitazione.

Dopo la fine della convivenza spetta un assegno di mantenimento?

No. La cessazione della convivenza non attribuisce automaticamente il diritto all’assegno di mantenimento previsto nella separazione tra coniugi.

La legge prevede una tutela diversa e più limitata: il convivente può ottenere dal giudice gli alimenti soltanto se versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Tutela economicaTra coniugi separatiTra ex conviventi di fatto
Assegno di mantenimentoPuò essere riconosciuto secondo i presupposti della separazioneNon previsto automaticamente
Alimenti in stato di bisognoPossibili secondo le regole generaliPrevisti dalla Legge n. 76/2016 se ricorrono i requisiti
DurataDipende dal provvedimento e dalle condizioniProporzionale alla durata della convivenza
Valutazione del giudiceCondizioni personali ed economicheStato di bisogno e impossibilità di provvedere al proprio mantenimento

Figli di genitori non sposati: hanno gli stessi diritti?

Sì. La legge stabilisce che tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, indipendentemente dal fatto che siano nati da genitori sposati o non sposati.

I figli hanno diritto a essere:

  • mantenuti;
  • educati;
  • istruiti;
  • assistiti moralmente;
  • tutelati nei rapporti con entrambi i genitori.

Nel 2024, secondo ISTAT, i nati fuori dal matrimonio sono stati 159.671, pari al 43,2% del totale delle nascite. Il dato conferma la rilevanza sociale e pratica della tutela dei figli di genitori non coniugati.

Cosa succede ai figli quando la coppia convivente si separa?

Quando una coppia non sposata con figli interrompe la convivenza, non occorre una separazione coniugale, perché non esiste un matrimonio da sospendere.

Devono però essere regolati i rapporti con i figli.

TemaCosa deve essere definito
AffidamentoModalità di esercizio della responsabilità genitoriale
CollocamentoLuogo presso cui il figlio vive prevalentemente
FrequentazioneTempi e modalità di rapporto con ciascun genitore
Mantenimento ordinarioEventuale assegno periodico
Spese straordinariePercentuali e modalità di gestione
Casa familiareEventuale assegnazione nell’interesse del figlio

Il criterio guida è sempre l’interesse del minore. L’affidamento condiviso costituisce la regola generale, salvo che una diversa soluzione sia necessaria per tutelare concretamente il figlio.

Come si regolano affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio?

La procedura dipende dal fatto che i genitori abbiano o meno raggiunto un accordo.

SituazioneProcedura possibile
Genitori d’accordo su tutte le condizioniRicorso congiunto al Tribunale per la regolamentazione dei figli
Genitori in conflittoProcedimento contenzioso davanti al Tribunale
Accordo assistito dagli avvocati nei casi consentitiNegoziazione assistita per affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e relative modifiche
Modifica successiva delle condizioniRicorso o procedura consensuale idonea, se cambiano le circostanze

Il procedimento relativo alla responsabilità genitoriale e al mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio è oggi disciplinato dal rito unitario familiare, previsto dagli artt. 473-bis.47 e seguenti del Codice di procedura civile.

Come si calcola il mantenimento dei figli di genitori non sposati?

Non vi è alcuna differenza di principio rispetto ai figli di genitori sposati: il mantenimento deve essere proporzionato alle esigenze del figlio e alle risorse di entrambi i genitori.

Elemento valutatoRilevanza
Esigenze attuali del figlioAlimentazione, abitazione, scuola, salute, attività e crescita
Redditi dei genitoriIncidono sulla ripartizione del contributo
Patrimoni e capacità economichePossono essere valutati oltre al solo reddito dichiarato
Tempi di permanenza con ciascun genitoreIncidono sulla distribuzione delle spese dirette
Compiti di cura svoltiDevono essere considerati nella valutazione complessiva
Casa familiareL’assegnazione può incidere sull’equilibrio economico

La frequentazione paritaria del figlio non elimina automaticamente l’eventuale assegno: occorre considerare anche la differenza economica tra i genitori e le spese concretamente sostenute.

Casa acquistata da conviventi: quali precauzioni adottare?

L’acquisto di un immobile durante la convivenza richiede particolare attenzione, perché l’assenza di matrimonio non attribuisce automaticamente diritti sul bene acquistato dall’altro partner.

SituazioneConseguenza possibile
Casa intestata a un solo conviventeIl bene appartiene al titolare, salvo diverse pretese da dimostrare
Casa acquistata in comproprietàCiascun partner è proprietario secondo la quota indicata nell’atto
Mutuo pagato da entrambi ma casa intestata a uno soloPossono sorgere contestazioni economiche complesse
Casa destinata a figli dopo la crisiPuò assumere rilievo l’interesse dei figli conviventi
Volontà di trasferire quote immobiliariRichiede l’intervento e la forma idonea previsti per i trasferimenti immobiliari

Prima dell’acquisto, è opportuno valutare intestazione, quote, mutuo, contribuzioni e possibili conseguenze della cessazione della relazione.

Assistenza legale a Napoli e per clienti residenti in altre città italiane

Lo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza in materia di convivenze di fatto, contratti di convivenza e tutela dei figli a Napoli e può seguire anche clienti residenti in altre città italiane.

EsigenzaAttività possibile
Valutare i diritti del conviventeConsulenza sulla situazione personale e patrimoniale
Redigere un contratto di convivenzaPredisposizione e autenticazione dell’atto secondo legge
Proteggere il partner in caso di morteValutazione degli strumenti successori appropriati
Regolare i figli dopo la crisiAssistenza nella definizione o richiesta giudiziale delle condizioni
Cliente residente fuori NapoliConsulenza iniziale anche in videochiamata
Procedimento presso un Tribunale fuori NapoliEventuale collaborazione con un avvocato esterno operante nel territorio interessato

Domande frequenti sulle coppie di fatto e sulla convivenza

Chi può essere considerato convivente di fatto?

Sono conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da un legame affettivo di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, che non siano sposate, unite civilmente oppure legate da rapporti di parentela, affinità o adozione incompatibili. Per l’accertamento della stabile convivenza assume rilievo la dichiarazione anagrafica.

Basta abitare insieme per avere tutti i diritti previsti dalla Legge n. 76/2016?

Non sempre. La semplice coabitazione può non essere sufficiente: occorrono i requisiti della stabile relazione di coppia e della reciproca assistenza morale e materiale. La posizione anagrafica è inoltre rilevante per accertare la convivenza ai fini previsti dalla legge.

Convivenza di fatto e matrimonio hanno gli stessi effetti?

No. Il matrimonio attribuisce automaticamente diritti e obblighi molto più ampi, soprattutto in materia di successione, regime patrimoniale e conseguenze economiche della crisi. La convivenza prevede tutele specifiche, ma non rende automaticamente i partner coniugi.

La convivenza di fatto è riservata alle coppie eterosessuali?

No. La disciplina delle convivenze di fatto può riguardare coppie di sesso diverso o dello stesso sesso, purché siano presenti tutti i requisiti previsti dalla legge e non vi sia matrimonio o unione civile in essere.

Devo registrare la convivenza in Comune?

La dichiarazione anagrafica è il riferimento previsto dalla legge per accertare la stabile convivenza. È quindi importante regolarizzare la situazione anagrafica quando si intende beneficiare delle tutele riconosciute ai conviventi di fatto o stipulare un contratto di convivenza.

Il convivente ha diritto a visitare il partner ricoverato?

Sì. In caso di malattia o ricovero, il convivente di fatto ha diritto reciproco di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali, secondo le regole organizzative della struttura sanitaria applicabili ai coniugi e ai familiari.

Il convivente può decidere automaticamente sulle cure del partner incapace?

No. Per rappresentare il partner nelle decisioni sanitarie in caso di incapacità di intendere e di volere occorre una designazione scritta, con poteri pieni o limitati, predisposta secondo le forme previste dalla legge.

Il convivente eredita automaticamente?

No. La convivenza di fatto non attribuisce automaticamente diritti ereditari. Senza testamento il convivente non eredita in forza della sola relazione. Un testamento può attribuirgli beni entro la quota disponibile, senza ledere i diritti degli eventuali legittimari.

Come posso tutelare il mio convivente in caso di morte?

È possibile valutare un testamento, la regolamentazione della proprietà della casa, eventuali designazioni sanitarie e funerarie, nonché altri strumenti coerenti con la situazione patrimoniale e familiare. La soluzione dipende anche dall’eventuale presenza di figli o altri eredi legittimari.

Se il mio convivente proprietario muore, posso restare nella casa?

Sì, nei limiti previsti dalla legge. Il convivente superstite può continuare ad abitare nella casa comune per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se superiore a due anni, comunque non oltre cinque anni. Se nella casa coabitano figli minori o disabili del superstite, il periodo non può essere inferiore a tre anni.

Il diritto di abitazione significa che divento proprietario della casa?

No. Si tratta di un diritto temporaneo di continuare ad abitare nell’immobile, non di un trasferimento della proprietà. L’immobile resta nell’eredità del partner deceduto, salvo differenti atti validamente predisposti.

Posso subentrare nel contratto di affitto intestato al mio convivente?

Sì. Se il convivente titolare del contratto di locazione muore oppure recede dal contratto relativo alla casa di comune residenza, l’altro convivente può succedergli nel contratto.

Cos’è il contratto di convivenza?

È un contratto con cui i conviventi disciplinano i rapporti patrimoniali relativi alla vita comune. Può indicare la residenza, stabilire come contribuire alle necessità familiari e prevedere l’adozione della comunione dei beni.

Chi può predisporre un contratto di convivenza?

Il contratto deve essere redatto per atto pubblico oppure mediante scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato. Il professionista deve verificarne la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Il contratto di convivenza deve essere comunicato al Comune?

Sì. Ai fini dell’opponibilità ai terzi, il professionista che riceve o autentica l’atto deve trasmetterne copia al Comune di residenza dei conviventi entro dieci giorni, per l’iscrizione all’anagrafe.

Con il contratto di convivenza posso scegliere la comunione dei beni?

Sì. I conviventi possono scegliere espressamente la comunione dei beni nel contratto. In assenza di tale scelta, la comunione non si applica automaticamente come avviene, salvo diversa opzione, nel matrimonio.

Il contratto di convivenza può stabilire chi avrà i figli dopo la rottura?

Non può sottrarre la disciplina dei figli al loro interesse e al controllo previsto dalla legge. I genitori possono raggiungere un accordo su affidamento, mantenimento e frequentazione, ma tale regolamentazione deve seguire gli strumenti previsti per i figli nati fuori dal matrimonio.

Il contratto può trasferire la proprietà di una casa?

Gli eventuali trasferimenti di diritti reali immobiliari richiedono gli atti e le forme necessarie per legge; resta ferma la competenza del notaio per tali trasferimenti. Il contratto di convivenza non deve essere utilizzato in modo improprio per eludere tali requisiti.

Un convivente può recedere unilateralmente dal contratto?

Sì. Il contratto può essere risolto anche per recesso unilaterale, con la forma prevista dalla legge. Se la casa familiare è nella disponibilità esclusiva del recedente, la dichiarazione deve concedere all’altro convivente almeno novanta giorni per lasciare l’abitazione.

Dopo la fine della convivenza ho diritto al mantenimento?

Non all’assegno di mantenimento previsto per il coniuge separato. Il giudice può riconoscere gli alimenti solo se l’ex convivente versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento. La durata viene stabilita in proporzione alla durata della convivenza.

I figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti degli altri figli?

Sì. Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico e hanno diritto a essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moralmente da entrambi i genitori.

Cosa succede ai figli se due conviventi si lasciano?

Devono essere regolati affidamento, collocamento, tempi di frequentazione, mantenimento, spese straordinarie ed eventuale casa familiare. Se i genitori concordano le condizioni, possono proporre una domanda congiunta; se manca l’accordo, decide il Tribunale.

I genitori non sposati possono regolare i figli con negoziazione assistita?

Sì, nei casi consentiti dalla normativa vigente, la negoziazione assistita può riguardare l’affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio e la modifica delle relative condizioni, con le garanzie previste per la tutela dei figli.

Come viene calcolato il mantenimento dei figli di genitori conviventi?

Si applicano i medesimi criteri sostanziali utilizzati per tutti i figli: esigenze del minore, redditi e patrimoni dei genitori, tempi di permanenza, compiti di cura, casa familiare e spese ordinarie e straordinarie.

Se mio figlio vive metà tempo con ciascun genitore, l’assegno non è dovuto?

Non automaticamente. Una permanenza equilibrata incide sulla valutazione, ma non elimina necessariamente l’assegno, soprattutto se vi sono differenze reddituali importanti oppure uno dei genitori sostiene meno spese dirette.

Se la casa è intestata al mio ex convivente, posso restarci con i figli?

La presenza di figli può rendere rilevante l’assegnazione della casa familiare nell’interesse del minore. La valutazione non dipende soltanto dalla proprietà dell’immobile, ma dalla necessità di proteggere la stabilità abitativa dei figli.

È possibile modificare in futuro le condizioni relative ai figli?

Sì. Se cambiano redditi, esigenze dei figli, organizzazione della frequentazione, residenza o altre circostanze rilevanti, può essere chiesta la modifica delle condizioni precedentemente stabilite.

Posso ricevere assistenza dall’Avv. Stefano Ruocco se vivo fuori Napoli?

Sì. Lo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco può assistere anche clienti residenti fuori Napoli, mediante colloqui a distanza e valutazione della pratica. Se occorrono specifiche attività locali, può essere coinvolto un avvocato esterno autonomo del territorio interessato.

Quando rivolgersi a un avvocato

SituazionePerché è utile una consulenza
Inizio di una convivenza stabilePer comprendere diritti, limiti e strumenti di tutela
Acquisto di una casa o sottoscrizione di un mutuoPer evitare squilibri tra proprietà e contribuzioni economiche
Necessità di un contratto di convivenzaPer redigere un atto conforme alla legge e opponibile ai terzi
Volontà di proteggere il partner in caso di mortePer valutare testamento e altri strumenti adeguati
Nascita di un figlioPer comprendere responsabilità genitoriale e obblighi economici
Cessazione della convivenza con figliPer regolare affidamento, mantenimento e casa familiare
Mancato versamento del mantenimentoPer valutare strumenti di tutela e recupero
Procedura da seguire fuori NapoliPer organizzare l’assistenza e l’eventuale collaborazione con un avvocato esterno locale

Quanto costa l’assistenza legale per coppie di fatto e famiglie senza matrimonio

Il costo dipende dal tipo di attività e dalla complessità della situazione.

Tipo di attivitàElementi che incidono sul costo
Consulenza iniziale sulla convivenzaSituazione patrimoniale, figli, esigenze specifiche
Redazione del contratto di convivenzaContenuto del contratto, regime patrimoniale scelto, adempimenti successivi
Regolamentazione dei figli in accordoAccordo già definito o da costruire, presenza di figli minori
Procedimento giudiziale per i figliConflittualità, istruttoria, complessità delle questioni
Pianificazione successoria a tutela del partnerTestamento, strumenti patrimoniali, presenza di altri legittimari
Assistenza fuori NapoliEventuale collaborazione con avvocato esterno

I parametri professionali sono disciplinati dal D.M. n. 55/2014, come modificato dal D.M. n. 147/2022. Il compenso deve essere definito per iscritto prima del conferimento dell’incarico.

Richiedi una consulenza sulla convivenza di fatto o sulla tutela dei figli

Chi convive e desidera tutelare il proprio patrimonio, predisporre un contratto di convivenza o regolare i rapporti con i figli dopo la cessazione della relazione può rivolgersi allo Studio Legale dell’Avv. Stefano Ruocco.


Fonti normative e statistiche

  • Legge 20 maggio 2016, n. 76, art. 1, commi 36-65, in materia di convivenze di fatto e contratti di convivenza.
  • Codice civile, art. 230-ter, in materia di diritti del convivente nell’impresa familiare.
  • Codice civile, artt. 315, 315-bis, 316-bis e 337-bis e seguenti, in materia di stato giuridico, mantenimento e tutela dei figli.
  • Codice di procedura civile, artt. 473-bis.47 e 473-bis.51, in materia di procedimenti relativi ai figli nati fuori dal matrimonio e domanda congiunta.
  • Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito nella Legge 10 novembre 2014, n. 162, art. 6, in materia di negoziazione assistita, come applicabile all’affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio.
  • Legge 10 dicembre 2012, n. 219, e Decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154, in materia di unicità dello stato giuridico dei figli.
  • ISTAT, Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2024.
  • ISTAT, Annuario statistico italiano 2025 – Popolazione e famiglie.
  • Codice deontologico forense, art. 35, in materia di corretta informazione sull’attività professionale.

Aggiornamenti legali nella tua casella

Novità normative, sentenze e guide pratiche selezionate dall’Avv. Ruocco. Niente spam.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Raccontaci il tuo caso

Ogni situazione è diversa. Spiega in poche righe di cosa hai bisogno: valuteremo il problema e ti risponderemo con chiarezza.

Studio
Via Simone Martini 66
Napoli
Telefono
Mobile/WhatsApp
Orari
Lun – Ven: 9:00 – 12.30 e 15:00 – 19:00

    Autorizzo

    Tel. fisso Cellulare E-mail WhatsApp

    Hai bisogno di assistenza?