Quando un inquilino non paga il canone oppure non lascia l’immobile dopo la scadenza del contratto, il proprietario non può riprendersi autonomamente l’alloggio. Deve ottenere un provvedimento giudiziale di rilascio e, se necessario, procedere tramite ufficiale giudiziario. Nelle locazioni abitative, il mancato pagamento del canone diventa rilevante dopo 20 giorni dalla scadenza.
La procedura di sfratto consente al proprietario di ottenere il rilascio dell’immobile attraverso un procedimento speciale, generalmente più rapido rispetto a una causa ordinaria quando l’inquilino non si oppone e non intervengono richieste di sanatoria della morosità.
L’Avv. Stefano Ruocco assiste proprietari e locatori nella gestione degli sfratti per morosità e per finita locazione, offrendo assistenza legale a Napoli e, quando necessario, in tutta Italia, anche grazie a una fitta rete di avvocati esterni presenti sul territorio nazionale.
Quando è possibile avviare uno sfratto?
Il proprietario può valutare la procedura di sfratto quando l’inquilino non adempie agli obblighi principali del contratto oppure continua a occupare l’immobile nonostante la cessazione della locazione.
| Situazione | Strumento normalmente utilizzabile | Che cosa deve dimostrare il proprietario |
|---|---|---|
| Inquilino di abitazione che non paga il canone da oltre 20 giorni | Sfratto per morosità | Contratto, scadenza del pagamento e morosità persistente |
| Mancato pagamento di oneri accessori superiori a due mensilità del canone | Sfratto per morosità, se ne ricorrono i presupposti | Importi dovuti, documentazione delle spese e mancato pagamento |
| Contratto scaduto e immobile non rilasciato | Sfratto per finita locazione | Scadenza valida del contratto e permanenza dell’inquilino |
| Necessità del proprietario di utilizzare l’immobile alla prima scadenza | Diniego di rinnovo nei casi previsti dalla legge, seguito dal rilascio se necessario | Esistenza di uno dei motivi tassativi previsti dalla normativa |
| Subaffitto vietato, uso diverso da quello concordato o gravi violazioni contrattuali | Azione da valutare in base al contratto e alle prove | Violazione documentabile e gravità dell’inadempimento |
Un chiarimento importante sulla morosità
Nelle locazioni ad uso abitativo non è necessario attendere diversi mesi prima di attivarsi. La legge considera rilevante il mancato pagamento del canone quando siano trascorsi 20 giorni dalla scadenza prevista.
Per gli oneri accessori, come alcune spese condominiali poste contrattualmente a carico dell’inquilino, la morosità rileva quando l’importo non pagato supera l’equivalente di due mensilità del canone.
Questo non significa che ogni caso debba essere portato immediatamente in giudizio: prima di procedere è opportuno verificare contratto, registrazione, pagamenti ricevuti, eventuali accordi intervenuti e corretta quantificazione del debito.
Che cos’è la procedura di sfratto?
Lo sfratto è un procedimento giudiziale speciale disciplinato dagli artt. 657 e seguenti del codice di procedura civile. Serve a ottenere un titolo che consenta al proprietario di rientrare legalmente nel possesso dell’immobile.
La procedura inizia con la notificazione all’inquilino di un atto denominato intimazione di sfratto con contestuale citazione per la convalida.
A seconda della situazione, si distingue principalmente tra:
| Tipo di procedimento | Quando si utilizza | Obiettivo principale |
|---|---|---|
| Sfratto per morosità | L’inquilino non paga il canone o, nei casi previsti, gli oneri accessori | Ottenere il rilascio dell’immobile e richiedere il pagamento del debito |
| Sfratto per finita locazione | Il contratto è terminato ma l’immobile non viene restituito | Recuperare la disponibilità dell’immobile |
| Licenza per finita locazione | Il contratto non è ancora scaduto, ma il proprietario vuole ottenere in anticipo un titolo efficace alla scadenza | Prevenire la permanenza dell’inquilino oltre la data finale |
Aggiornamenti normativi rilevanti sulla procedura di sfratto
La disciplina processuale è stata interessata dalla riforma Cartabia e dal successivo correttivo del 2024.
| Norma | Contenuto rilevante per il proprietario |
|---|---|
| Art. 657 c.p.c. | Disciplina la licenza e lo sfratto per finita locazione; oggi comprende anche ulteriori rapporti, come il comodato immobiliare e l’affitto d’azienda, nei casi previsti |
| Art. 658 c.p.c. | Disciplina lo sfratto per morosità e consente di chiedere, nello stesso atto, anche l’ingiunzione di pagamento dei canoni scaduti |
| Art. 660 c.p.c. | Stabilisce i requisiti dell’atto, gli avvertimenti da rivolgere all’intimato e il termine minimo tra notificazione e udienza |
| Art. 664 c.p.c. | Consente al giudice, quando richiesto, di emettere un decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e per quelli dovuti fino all’esecuzione del rilascio |
| Art. 665 c.p.c. | In caso di opposizione non fondata su prova scritta, consente al giudice, ricorrendone i presupposti, di disporre il rilascio provvisorio dell’immobile |
L’articolo riguarda principalmente le locazioni abitative. Per immobili commerciali, affitti d’azienda o rapporti diversi dalla locazione abitativa, occorre una valutazione specifica: alcune tutele previste per l’inquilino di un’abitazione non si applicano automaticamente.
Quali documenti servono per avviare lo sfratto?
Una procedura efficace parte da una documentazione completa. Errori nella ricostruzione del debito o nella notificazione possono rallentare il recupero dell’immobile.
| Documento | Perché è utile |
|---|---|
| Contratto di locazione registrato | Dimostra il rapporto tra proprietario e inquilino |
| Eventuali proroghe, rinnovi o disdette | Consente di verificare la durata effettiva del contratto |
| Prospetto dei canoni non pagati | Permette di quantificare esattamente la morosità |
| Estratti conto, ricevute o bonifici ricevuti | Documenta i pagamenti effettuati e quelli mancanti |
| Rendiconti e richieste relative agli oneri accessori | Necessari quando si contestano anche spese non pagate |
| Comunicazioni inviate all’inquilino | Dimostrano solleciti, accordi o contestazioni precedenti |
| Prova della scadenza contrattuale e della disdetta | Indispensabile nello sfratto per finita locazione |
| Dati aggiornati dell’inquilino e dell’immobile | Utili per notificare correttamente gli atti |
Come funziona lo sfratto per morosità?
1. Valutazione del contratto e del debito
Prima di iniziare la procedura, l’avvocato verifica:
- la validità e registrazione del contratto;
- l’uso abitativo o diverso dell’immobile;
- le mensilità effettivamente scadute;
- gli eventuali pagamenti parziali;
- le spese accessorie documentabili;
- l’esistenza di precedenti accordi o contestazioni.
Questa fase evita di chiedere somme non correttamente provate o di utilizzare una procedura non adeguata al caso concreto.
2. Diffida di pagamento e rilascio
La diffida non sostituisce la procedura giudiziale, ma può essere utile per formalizzare la richiesta del proprietario, quantificare gli arretrati e verificare se l’inquilino intenda pagare oppure rilasciare spontaneamente l’immobile.
In alcuni casi, una comunicazione legale precisa consente di raggiungere un accordo prima dell’udienza. In altri, dimostra che il proprietario ha tentato una soluzione ordinata prima di agire in giudizio.
3. Intimazione di sfratto e citazione per la convalida
Se la morosità permane, l’avvocato notifica all’inquilino l’intimazione di sfratto, con l’indicazione dell’udienza davanti al giudice competente.
Nello stesso atto il proprietario può chiedere anche il pagamento dei canoni arretrati e delle somme maturate fino al rilascio, nei limiti consentiti dalla legge.
Tra la notificazione dell’atto e l’udienza devono normalmente intercorrere almeno 20 giorni liberi, salvo riduzione autorizzata dal giudice nei casi urgenti.
4. Udienza davanti al giudice
All’udienza possono verificarsi diverse situazioni.
| Comportamento dell’inquilino | Possibile conseguenza |
|---|---|
| Non compare e la morosità persiste | Il giudice può convalidare lo sfratto |
| Compare ma non contesta la domanda | Il giudice può convalidare lo sfratto |
| Paga integralmente nei modi previsti dalla legge, se si tratta di abitazione | La morosità può essere sanata e la risoluzione evitata |
| Chiede un termine per pagare, dimostrando difficoltà economiche | Il giudice può concedere un termine nei limiti previsti dalla legge |
| Si oppone con contestazioni documentate | Il procedimento può proseguire come causa ordinaria |
| Si oppone senza prova scritta sufficiente | Il giudice, su richiesta del proprietario e ricorrendone i presupposti, può ordinare il rilascio provvisorio |
5. Esecuzione del rilascio
La convalida dello sfratto non coincide necessariamente con la restituzione immediata dell’immobile.
Se l’inquilino non lascia spontaneamente l’alloggio, il proprietario deve procedere con l’esecuzione tramite l’ufficiale giudiziario. Sarà quest’ultimo a compiere gli accessi necessari e, quando previsto, a richiedere l’assistenza occorrente per liberare l’immobile.
6. Recupero dei canoni arretrati
Recuperare l’immobile e recuperare il denaro sono due obiettivi distinti.
Il proprietario può chiedere, contestualmente allo sfratto per morosità, un titolo per il pagamento dei canoni scaduti e delle somme dovute fino al rilascio. Tuttavia, il recupero effettivo dipenderà anche dalla presenza di redditi, conti, beni o altri patrimoni aggredibili dell’inquilino.
Termine di grazia: quando l’inquilino può evitare lo sfratto?
Nelle locazioni abitative, la legge consente all’inquilino moroso di sanare il debito in determinate condizioni.
| Ipotesi | Che cosa deve pagare l’inquilino | Limiti principali |
|---|---|---|
| Sanatoria all’udienza | Canoni scaduti, oneri maturati, interessi legali e spese processuali liquidate dal giudice | Non più di tre volte nel corso di quattro anni |
| Difficoltà economiche dimostrate | Tutte le somme dovute entro il termine assegnato | Termine non superiore a 90 giorni |
| Condizioni particolarmente gravi sopravvenute, come disoccupazione o grave malattia, nei casi previsti | Tutte le somme dovute entro il termine assegnato | Termine fino a 120 giorni e limite massimo complessivo previsto dalla legge |
La sanatoria non opera automaticamente. Il pagamento deve essere completo e comprendere non soltanto i canoni, ma anche gli oneri dovuti, gli interessi e le spese processuali determinate dal giudice.
Questa tutela speciale riguarda le locazioni ad uso abitativo e non può essere estesa in modo automatico ai contratti commerciali.
Sfratto per finita locazione: cosa succede se il contratto è scaduto?
Lo sfratto per finita locazione viene utilizzato quando il contratto è cessato validamente, ma l’inquilino continua a occupare l’immobile.
In questo caso il proprietario non deve dimostrare la morosità, ma deve provare:
- l’esistenza del contratto;
- la sua effettiva scadenza;
- l’eventuale disdetta o diniego di rinnovo correttamente comunicato;
- il mancato rilascio dell’immobile.
| Sfratto per morosità | Sfratto per finita locazione |
|---|---|
| Nasce dal mancato pagamento | Nasce dalla cessazione del contratto |
| Può accompagnarsi alla richiesta dei canoni arretrati | Mira principalmente al rilascio dell’immobile |
| L’inquilino abitativo può, in determinati casi, sanare la morosità | Il pagamento del canone non elimina automaticamente la scadenza del contratto |
| Occorre provare il debito | Occorre provare la cessazione valida della locazione |
Il proprietario può chiedere l’immobile perché gli serve?
Nelle locazioni abitative ordinarie, il proprietario non può interrompere liberamente il contratto in qualsiasi momento solo perché desidera utilizzare l’immobile.
Alla prima scadenza contrattuale, tuttavia, la legge consente il diniego di rinnovo in specifici casi, tra cui l’intenzione di destinare l’immobile ad abitazione propria o di determinati familiari.
Per procedere correttamente occorre verificare:
- il tipo di contratto stipulato;
- la prima o successiva scadenza;
- il motivo effettivo del diniego;
- la comunicazione inviata all’inquilino;
- il rispetto delle condizioni previste dalla legge.
Una comunicazione incompleta o tardiva può compromettere il diritto al rilascio.
Quanto dura una procedura di sfratto?
Non esiste una durata unica valida per ogni sfratto, né è corretto promettere un recupero dell’immobile entro un numero fisso di mesi senza avere esaminato il caso concreto.
| Situazione | Effetto sui tempi |
|---|---|
| Contratto chiaro, notificazione regolare, inquilino assente o non opponente | Scenario generalmente più rapido |
| Inquilino che chiede la sanatoria della morosità | Possibile differimento fino ai termini concessi dal giudice |
| Opposizione documentata | Trasformazione in causa ordinaria e aumento della durata |
| Notifica non riuscita o dati dell’inquilino non aggiornati | Ritardi già prima dell’udienza |
| Immobile non liberato spontaneamente dopo la convalida | Necessità di esecuzione con ufficiale giudiziario |
| Presenza di beni mobili, difficoltà di accesso o altre criticità pratiche | Possibili ulteriori attività esecutive |
A Napoli, come nel resto d’Italia, la strategia più efficace consiste nell’attivarsi tempestivamente, predisporre correttamente i documenti e non confondere il provvedimento giudiziale con la materiale restituzione dell’immobile.
Statistiche sugli sfratti abitativi in Italia
I dati nazionali aiutano a comprendere quanto la morosità incida sul contenzioso locatizio e perché la fase esecutiva sia spesso decisiva.
Provvedimenti di rilascio emessi nel 2024
| Causa del provvedimento | Numero | Incidenza sul totale |
|---|---|---|
| Morosità o altra causa collegata all’inadempimento | 30.041 | 74,8% |
| Finita locazione | 7.845 | 19,5% |
| Necessità del locatore | 2.272 | 5,7% |
| Totale provvedimenti di rilascio | 40.158 | 100% |
Confronto tra 2023 e 2024
| Indicatore nazionale | 2023 | 2024 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Provvedimenti di rilascio emessi | 39.373 | 40.158 | +1,99% |
| Provvedimenti per morosità o altra causa | 30.702 | 30.041 | -2,15% |
| Provvedimenti per finita locazione | 6.440 | 7.845 | +21,82% |
| Provvedimenti per necessità del locatore | 2.231 | 2.272 | +1,84% |
| Richieste di esecuzione | 73.809 | 81.054 | +9,82% |
| Sfratti eseguiti con intervento dell’ufficiale giudiziario | 21.345 | 21.337 | -0,04% |
Che cosa indicano questi dati? Nel 2024 la componente prevalente dei provvedimenti di rilascio è rimasta quella collegata alla morosità o ad altre forme di inadempimento. Inoltre, il numero delle richieste di esecuzione è molto superiore agli sfratti materialmente eseguiti nell’anno: ottenere un provvedimento favorevole è essenziale, ma non sempre basta per riavere immediatamente l’immobile.
Fonte statistica: Ministero dell’Interno, Ufficio Centrale di Statistica, procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo in Italia, dati 2024 pubblicati il 23 settembre 2025.
Quanto costa una procedura di sfratto?
Il costo dipende dal tipo di procedura, dal valore della domanda, dall’eventuale opposizione dell’inquilino e dalla necessità di avviare anche l’esecuzione materiale o il recupero forzato del credito.
| Voce di costo | Quando può essere necessaria |
|---|---|
| Consulenza iniziale e verifica documentale | Per valutare contratto, morosità e strategia |
| Diffida legale | Quando si tenta un pagamento o rilascio spontaneo prima dell’azione |
| Contributo unificato | Per l’avvio del procedimento giudiziale; nei procedimenti di convalida è ridotto della metà secondo la disciplina vigente |
| Spese di notificazione | Per portare formalmente l’atto a conoscenza dell’inquilino |
| Compenso dell’avvocato | Per redazione dell’atto, udienza, eventuale opposizione ed esecuzione |
| Costi dell’esecuzione | Se l’inquilino non rilascia volontariamente l’immobile |
| Recupero forzato del credito | Se occorre procedere su conti, redditi o beni del debitore |
In caso di accoglimento della domanda, il giudice può porre le spese processuali a carico dell’inquilino. Tuttavia, ottenere una condanna alle spese non garantisce automaticamente il recupero effettivo delle somme, soprattutto quando il debitore non dispone di beni o redditi aggredibili.
Che cosa non deve fare il proprietario?
La frustrazione causata da mesi di mancati pagamenti non autorizza il proprietario ad agire autonomamente.
| Comportamento da evitare | Perché è rischioso | Condotta corretta |
|---|---|---|
| Cambiare la serratura senza provvedimento eseguito | Può esporre a responsabilità civili e, secondo il caso, penali | Procedere tramite sfratto ed esecuzione ufficiale |
| Staccare luce, acqua o gas per costringere l’inquilino ad andare via | Può costituire condotta illegittima e generare richieste risarcitorie | Utilizzare esclusivamente gli strumenti giudiziali |
| Rimuovere o smaltire i mobili dell’inquilino | Può comportare responsabilità per perdita o danneggiamento dei beni | Gestire i beni nell’ambito delle attività esecutive |
| Entrare nell’immobile senza consenso o titolo esecutivo | Può ledere il possesso e i diritti dell’occupante | Attendere l’intervento dell’ufficiale giudiziario |
| Minacciare o esercitare pressioni indebite | Può aggravare il conflitto e creare ulteriori problemi legali | Affidare comunicazioni e iniziative a un professionista |
Perché rivolgersi a un avvocato per lo sfratto?
Uno sfratto non consiste soltanto nel presentare un atto al Tribunale. Occorre individuare la procedura corretta, quantificare il credito, notificare regolarmente l’intimazione, gestire l’eventuale opposizione e accompagnare il proprietario fino alla concreta restituzione dell’immobile.
L’assistenza legale è particolarmente utile quando:
- la morosità aumenta ogni mese;
- l’inquilino contesta le somme dovute;
- il contratto è scaduto ma l’immobile non viene liberato;
- occorre recuperare anche i canoni arretrati;
- il proprietario vive in un’altra città;
- l’esecuzione richiede attività davanti a un Tribunale diverso da quello di Napoli.
L’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza ai proprietari e ai locatori in materia di sfratti e controversie locatizie a Napoli e, ove necessario, su tutto il territorio nazionale, anche grazie a una fitta rete di avvocati esterni presenti in tutta Italia.
Domande frequenti sulla procedura di sfratto
Dopo quanti giorni di mancato pagamento si può iniziare uno sfratto per morosità?
Nelle locazioni abitative, il mancato pagamento del canone diventa rilevante ai fini della risoluzione quando sono trascorsi 20 giorni dalla scadenza. Non esiste una regola che obblighi il proprietario ad attendere due o tre mensilità non pagate.
Prima di agire è comunque necessario verificare che il debito sia corretto, che non risultino pagamenti non contabilizzati e che il contratto consenta di identificare chiaramente la scadenza del canone.
Le spese condominiali non pagate possono giustificare lo sfratto?
Sì, nelle locazioni abitative il mancato pagamento degli oneri accessori può assumere rilevanza quando il debito supera l’importo equivalente a due mensilità del canone.
È però necessario documentare correttamente le somme richieste, la loro imputazione all’inquilino e il mancato pagamento.
Prima dello sfratto è obbligatoria una diffida?
La diffida è normalmente utile, ma non sempre costituisce un passaggio indispensabile per iniziare la procedura, se la morosità è già maturata secondo la legge.
Una diffida ben formulata può quantificare gli arretrati, invitare al pagamento o al rilascio spontaneo e ridurre il rischio di contestazioni sull’importo richiesto.
Si possono recuperare i canoni arretrati insieme allo sfratto?
Sì. Nel procedimento per morosità il proprietario può chiedere, insieme al rilascio dell’immobile, anche un decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e per le somme che continueranno a maturare fino all’esecuzione del rilascio, quando ne ricorrono i presupposti.
Occorre però distinguere tra ottenere un titolo di pagamento e recuperare effettivamente il denaro: quest’ultimo risultato dipende anche dalla solvibilità dell’inquilino.
Se l’inquilino paga dopo aver ricevuto lo sfratto, la procedura si blocca?
Non necessariamente. Nelle locazioni abitative, l’inquilino può evitare la risoluzione soltanto sanando integralmente la morosità nei modi previsti dalla legge.
Il pagamento deve comprendere canoni scaduti, oneri dovuti, interessi legali e spese processuali liquidate dal giudice. Un pagamento parziale o effettuato senza considerare tutte le somme dovute potrebbe non essere sufficiente.
L’inquilino può chiedere sempre 90 giorni per pagare?
No. Il termine fino a 90 giorni non è automatico: richiede la dimostrazione di concrete difficoltà economiche e riguarda le locazioni abitative.
In circostanze particolarmente gravi previste dalla legge, il termine può arrivare fino a 120 giorni, ma solo entro condizioni rigorose e con limiti al numero di sanatorie utilizzabili.
Il termine di grazia vale anche per un negozio o un locale commerciale?
No, non automaticamente. La disciplina speciale della sanatoria della morosità prevista dall’art. 55 della legge n. 392/1978 è riferita alle locazioni abitative.
Per un immobile commerciale, un ufficio o un rapporto diverso dalla locazione abitativa occorre valutare la disciplina applicabile e le eventuali difese dell’occupante caso per caso.
Se il contratto è scaduto ma l’inquilino continua a pagare, il proprietario può comunque chiedere il rilascio?
La risposta dipende dalle circostanze concrete. Occorre verificare la scadenza, le comunicazioni inviate, l’eventuale rinnovo tacito e il significato dei pagamenti ricevuti dopo la cessazione del contratto.
Accettare somme senza una corretta qualificazione può generare contestazioni. Per questo, prima di procedere, è opportuno far analizzare contratto e comunicazioni da un avvocato.
Il proprietario può chiedere lo sfratto perché vuole abitare nell’immobile?
Può far valere la propria necessità nei casi e nei tempi previsti dalla legge, soprattutto in relazione al diniego di rinnovo alla prima scadenza del contratto abitativo.
Non è sufficiente dichiarare genericamente di avere bisogno della casa: devono ricorrere uno dei motivi previsti dalla normativa e devono essere rispettate le corrette modalità di comunicazione.
Che cosa succede se l’inquilino non si presenta all’udienza?
Se la notificazione è regolare e, nel caso di morosità, il debito persiste, il giudice può convalidare lo sfratto.
La convalida attribuisce al proprietario un titolo per ottenere il rilascio, ma se l’inquilino continua a non lasciare l’immobile sarà comunque necessario avviare l’esecuzione tramite ufficiale giudiziario.
L’opposizione dell’inquilino blocca sempre lo sfratto?
No. Se l’inquilino si oppone, il procedimento può trasformarsi in una causa ordinaria. Tuttavia, quando l’opposizione non è sostenuta da prova scritta e non emergono gravi motivi contrari, il giudice può, su richiesta del proprietario, disporre il rilascio provvisorio dell’immobile.
Ogni opposizione deve quindi essere valutata sulla base delle prove effettivamente disponibili.
Il proprietario può cambiare la serratura quando ha ottenuto la convalida?
Non autonomamente. Anche dopo la convalida, se l’inquilino non libera spontaneamente l’immobile, il rilascio deve essere eseguito attraverso la procedura prevista dalla legge e con l’intervento dell’ufficiale giudiziario.
Agire da soli può esporre il proprietario a contestazioni, richieste risarcitorie e, secondo la condotta tenuta, conseguenze anche penali.
Quanto dura uno sfratto a Napoli?
Non è possibile indicare un termine certo valido per ogni pratica. Un procedimento senza opposizione può essere sensibilmente più rapido di uno in cui l’inquilino chiede la sanatoria, contesta il contratto oppure non rilascia l’immobile dopo la convalida.
La durata reale dipende dalla correttezza della documentazione, dai tempi della notificazione, dal calendario dell’ufficio giudiziario e dalla necessità di procedere all’esecuzione materiale.
Posso affidare uno sfratto a Napoli se l’immobile si trova in un’altra regione?
Sì, previa valutazione della competenza territoriale e delle attività necessarie davanti all’autorità giudiziaria competente.
L’Avv. Stefano Ruocco assiste proprietari e locatori a Napoli e, quando la vicenda riguarda immobili situati fuori dalla Campania, può coordinare l’assistenza sull’intero territorio nazionale grazie a una rete di avvocati esterni presenti in tutta Italia.
Assistenza legale per sfratti a Napoli e in tutta Italia
Un inquilino moroso o un immobile non rilasciato alla scadenza possono provocare perdite economiche rilevanti e impedire al proprietario di utilizzare o riaffittare il proprio bene.
Agire in modo tempestivo e corretto consente di:
- verificare immediatamente se esistono i presupposti per lo sfratto;
- quantificare correttamente i canoni e gli oneri dovuti;
- chiedere il rilascio dell’immobile;
- valutare il recupero degli arretrati;
- evitare comportamenti autonomi rischiosi o illegittimi.
L’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza legale in materia di sfratto per morosità, sfratto per finita locazione e recupero dei canoni arretrati a Napoli e, se necessario, in tutta Italia, anche attraverso una fitta rete di avvocati esterni presenti sul territorio nazionale.
