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Avvocato Sfratto Napoli | Morosità e Finita Locazione

Quando un inquilino non paga il canone oppure non lascia l’immobile dopo la scadenza del contratto, il proprietario non può riprendersi autonomamente l’alloggio. Deve ottenere un provvedimento giudiziale di rilascio e, se necessario, procedere tramite ufficiale giudiziario. Nelle locazioni abitative, il mancato pagamento del canone diventa rilevante dopo 20 giorni dalla scadenza.

La procedura di sfratto consente al proprietario di ottenere il rilascio dell’immobile attraverso un procedimento speciale, generalmente più rapido rispetto a una causa ordinaria quando l’inquilino non si oppone e non intervengono richieste di sanatoria della morosità.

L’Avv. Stefano Ruocco assiste proprietari e locatori nella gestione degli sfratti per morosità e per finita locazione, offrendo assistenza legale a Napoli e, quando necessario, in tutta Italia, anche grazie a una fitta rete di avvocati esterni presenti sul territorio nazionale.

Quando è possibile avviare uno sfratto?

Il proprietario può valutare la procedura di sfratto quando l’inquilino non adempie agli obblighi principali del contratto oppure continua a occupare l’immobile nonostante la cessazione della locazione.

SituazioneStrumento normalmente utilizzabileChe cosa deve dimostrare il proprietario
Inquilino di abitazione che non paga il canone da oltre 20 giorniSfratto per morositàContratto, scadenza del pagamento e morosità persistente
Mancato pagamento di oneri accessori superiori a due mensilità del canoneSfratto per morosità, se ne ricorrono i presuppostiImporti dovuti, documentazione delle spese e mancato pagamento
Contratto scaduto e immobile non rilasciatoSfratto per finita locazioneScadenza valida del contratto e permanenza dell’inquilino
Necessità del proprietario di utilizzare l’immobile alla prima scadenzaDiniego di rinnovo nei casi previsti dalla legge, seguito dal rilascio se necessarioEsistenza di uno dei motivi tassativi previsti dalla normativa
Subaffitto vietato, uso diverso da quello concordato o gravi violazioni contrattualiAzione da valutare in base al contratto e alle proveViolazione documentabile e gravità dell’inadempimento

Un chiarimento importante sulla morosità

Nelle locazioni ad uso abitativo non è necessario attendere diversi mesi prima di attivarsi. La legge considera rilevante il mancato pagamento del canone quando siano trascorsi 20 giorni dalla scadenza prevista.

Per gli oneri accessori, come alcune spese condominiali poste contrattualmente a carico dell’inquilino, la morosità rileva quando l’importo non pagato supera l’equivalente di due mensilità del canone.

Questo non significa che ogni caso debba essere portato immediatamente in giudizio: prima di procedere è opportuno verificare contratto, registrazione, pagamenti ricevuti, eventuali accordi intervenuti e corretta quantificazione del debito.

Che cos’è la procedura di sfratto?

Lo sfratto è un procedimento giudiziale speciale disciplinato dagli artt. 657 e seguenti del codice di procedura civile. Serve a ottenere un titolo che consenta al proprietario di rientrare legalmente nel possesso dell’immobile.

La procedura inizia con la notificazione all’inquilino di un atto denominato intimazione di sfratto con contestuale citazione per la convalida.

A seconda della situazione, si distingue principalmente tra:

Tipo di procedimentoQuando si utilizzaObiettivo principale
Sfratto per morositàL’inquilino non paga il canone o, nei casi previsti, gli oneri accessoriOttenere il rilascio dell’immobile e richiedere il pagamento del debito
Sfratto per finita locazioneIl contratto è terminato ma l’immobile non viene restituitoRecuperare la disponibilità dell’immobile
Licenza per finita locazioneIl contratto non è ancora scaduto, ma il proprietario vuole ottenere in anticipo un titolo efficace alla scadenzaPrevenire la permanenza dell’inquilino oltre la data finale

Aggiornamenti normativi rilevanti sulla procedura di sfratto

La disciplina processuale è stata interessata dalla riforma Cartabia e dal successivo correttivo del 2024.

NormaContenuto rilevante per il proprietario
Art. 657 c.p.c.Disciplina la licenza e lo sfratto per finita locazione; oggi comprende anche ulteriori rapporti, come il comodato immobiliare e l’affitto d’azienda, nei casi previsti
Art. 658 c.p.c.Disciplina lo sfratto per morosità e consente di chiedere, nello stesso atto, anche l’ingiunzione di pagamento dei canoni scaduti
Art. 660 c.p.c.Stabilisce i requisiti dell’atto, gli avvertimenti da rivolgere all’intimato e il termine minimo tra notificazione e udienza
Art. 664 c.p.c.Consente al giudice, quando richiesto, di emettere un decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e per quelli dovuti fino all’esecuzione del rilascio
Art. 665 c.p.c.In caso di opposizione non fondata su prova scritta, consente al giudice, ricorrendone i presupposti, di disporre il rilascio provvisorio dell’immobile

L’articolo riguarda principalmente le locazioni abitative. Per immobili commerciali, affitti d’azienda o rapporti diversi dalla locazione abitativa, occorre una valutazione specifica: alcune tutele previste per l’inquilino di un’abitazione non si applicano automaticamente.

Quali documenti servono per avviare lo sfratto?

Una procedura efficace parte da una documentazione completa. Errori nella ricostruzione del debito o nella notificazione possono rallentare il recupero dell’immobile.

DocumentoPerché è utile
Contratto di locazione registratoDimostra il rapporto tra proprietario e inquilino
Eventuali proroghe, rinnovi o disdetteConsente di verificare la durata effettiva del contratto
Prospetto dei canoni non pagatiPermette di quantificare esattamente la morosità
Estratti conto, ricevute o bonifici ricevutiDocumenta i pagamenti effettuati e quelli mancanti
Rendiconti e richieste relative agli oneri accessoriNecessari quando si contestano anche spese non pagate
Comunicazioni inviate all’inquilinoDimostrano solleciti, accordi o contestazioni precedenti
Prova della scadenza contrattuale e della disdettaIndispensabile nello sfratto per finita locazione
Dati aggiornati dell’inquilino e dell’immobileUtili per notificare correttamente gli atti

Come funziona lo sfratto per morosità?

1. Valutazione del contratto e del debito

Prima di iniziare la procedura, l’avvocato verifica:

  • la validità e registrazione del contratto;
  • l’uso abitativo o diverso dell’immobile;
  • le mensilità effettivamente scadute;
  • gli eventuali pagamenti parziali;
  • le spese accessorie documentabili;
  • l’esistenza di precedenti accordi o contestazioni.

Questa fase evita di chiedere somme non correttamente provate o di utilizzare una procedura non adeguata al caso concreto.

2. Diffida di pagamento e rilascio

La diffida non sostituisce la procedura giudiziale, ma può essere utile per formalizzare la richiesta del proprietario, quantificare gli arretrati e verificare se l’inquilino intenda pagare oppure rilasciare spontaneamente l’immobile.

In alcuni casi, una comunicazione legale precisa consente di raggiungere un accordo prima dell’udienza. In altri, dimostra che il proprietario ha tentato una soluzione ordinata prima di agire in giudizio.

3. Intimazione di sfratto e citazione per la convalida

Se la morosità permane, l’avvocato notifica all’inquilino l’intimazione di sfratto, con l’indicazione dell’udienza davanti al giudice competente.

Nello stesso atto il proprietario può chiedere anche il pagamento dei canoni arretrati e delle somme maturate fino al rilascio, nei limiti consentiti dalla legge.

Tra la notificazione dell’atto e l’udienza devono normalmente intercorrere almeno 20 giorni liberi, salvo riduzione autorizzata dal giudice nei casi urgenti.

4. Udienza davanti al giudice

All’udienza possono verificarsi diverse situazioni.

Comportamento dell’inquilinoPossibile conseguenza
Non compare e la morosità persisteIl giudice può convalidare lo sfratto
Compare ma non contesta la domandaIl giudice può convalidare lo sfratto
Paga integralmente nei modi previsti dalla legge, se si tratta di abitazioneLa morosità può essere sanata e la risoluzione evitata
Chiede un termine per pagare, dimostrando difficoltà economicheIl giudice può concedere un termine nei limiti previsti dalla legge
Si oppone con contestazioni documentateIl procedimento può proseguire come causa ordinaria
Si oppone senza prova scritta sufficienteIl giudice, su richiesta del proprietario e ricorrendone i presupposti, può ordinare il rilascio provvisorio

5. Esecuzione del rilascio

La convalida dello sfratto non coincide necessariamente con la restituzione immediata dell’immobile.

Se l’inquilino non lascia spontaneamente l’alloggio, il proprietario deve procedere con l’esecuzione tramite l’ufficiale giudiziario. Sarà quest’ultimo a compiere gli accessi necessari e, quando previsto, a richiedere l’assistenza occorrente per liberare l’immobile.

6. Recupero dei canoni arretrati

Recuperare l’immobile e recuperare il denaro sono due obiettivi distinti.

Il proprietario può chiedere, contestualmente allo sfratto per morosità, un titolo per il pagamento dei canoni scaduti e delle somme dovute fino al rilascio. Tuttavia, il recupero effettivo dipenderà anche dalla presenza di redditi, conti, beni o altri patrimoni aggredibili dell’inquilino.

Termine di grazia: quando l’inquilino può evitare lo sfratto?

Nelle locazioni abitative, la legge consente all’inquilino moroso di sanare il debito in determinate condizioni.

IpotesiChe cosa deve pagare l’inquilinoLimiti principali
Sanatoria all’udienzaCanoni scaduti, oneri maturati, interessi legali e spese processuali liquidate dal giudiceNon più di tre volte nel corso di quattro anni
Difficoltà economiche dimostrateTutte le somme dovute entro il termine assegnatoTermine non superiore a 90 giorni
Condizioni particolarmente gravi sopravvenute, come disoccupazione o grave malattia, nei casi previstiTutte le somme dovute entro il termine assegnatoTermine fino a 120 giorni e limite massimo complessivo previsto dalla legge

La sanatoria non opera automaticamente. Il pagamento deve essere completo e comprendere non soltanto i canoni, ma anche gli oneri dovuti, gli interessi e le spese processuali determinate dal giudice.

Questa tutela speciale riguarda le locazioni ad uso abitativo e non può essere estesa in modo automatico ai contratti commerciali.

Sfratto per finita locazione: cosa succede se il contratto è scaduto?

Lo sfratto per finita locazione viene utilizzato quando il contratto è cessato validamente, ma l’inquilino continua a occupare l’immobile.

In questo caso il proprietario non deve dimostrare la morosità, ma deve provare:

  • l’esistenza del contratto;
  • la sua effettiva scadenza;
  • l’eventuale disdetta o diniego di rinnovo correttamente comunicato;
  • il mancato rilascio dell’immobile.
Sfratto per morositàSfratto per finita locazione
Nasce dal mancato pagamentoNasce dalla cessazione del contratto
Può accompagnarsi alla richiesta dei canoni arretratiMira principalmente al rilascio dell’immobile
L’inquilino abitativo può, in determinati casi, sanare la morositàIl pagamento del canone non elimina automaticamente la scadenza del contratto
Occorre provare il debitoOccorre provare la cessazione valida della locazione

Il proprietario può chiedere l’immobile perché gli serve?

Nelle locazioni abitative ordinarie, il proprietario non può interrompere liberamente il contratto in qualsiasi momento solo perché desidera utilizzare l’immobile.

Alla prima scadenza contrattuale, tuttavia, la legge consente il diniego di rinnovo in specifici casi, tra cui l’intenzione di destinare l’immobile ad abitazione propria o di determinati familiari.

Per procedere correttamente occorre verificare:

  • il tipo di contratto stipulato;
  • la prima o successiva scadenza;
  • il motivo effettivo del diniego;
  • la comunicazione inviata all’inquilino;
  • il rispetto delle condizioni previste dalla legge.

Una comunicazione incompleta o tardiva può compromettere il diritto al rilascio.

Quanto dura una procedura di sfratto?

Non esiste una durata unica valida per ogni sfratto, né è corretto promettere un recupero dell’immobile entro un numero fisso di mesi senza avere esaminato il caso concreto.

SituazioneEffetto sui tempi
Contratto chiaro, notificazione regolare, inquilino assente o non opponenteScenario generalmente più rapido
Inquilino che chiede la sanatoria della morositàPossibile differimento fino ai termini concessi dal giudice
Opposizione documentataTrasformazione in causa ordinaria e aumento della durata
Notifica non riuscita o dati dell’inquilino non aggiornatiRitardi già prima dell’udienza
Immobile non liberato spontaneamente dopo la convalidaNecessità di esecuzione con ufficiale giudiziario
Presenza di beni mobili, difficoltà di accesso o altre criticità pratichePossibili ulteriori attività esecutive

A Napoli, come nel resto d’Italia, la strategia più efficace consiste nell’attivarsi tempestivamente, predisporre correttamente i documenti e non confondere il provvedimento giudiziale con la materiale restituzione dell’immobile.

Statistiche sugli sfratti abitativi in Italia

I dati nazionali aiutano a comprendere quanto la morosità incida sul contenzioso locatizio e perché la fase esecutiva sia spesso decisiva.

Provvedimenti di rilascio emessi nel 2024

Causa del provvedimentoNumeroIncidenza sul totale
Morosità o altra causa collegata all’inadempimento30.04174,8%
Finita locazione7.84519,5%
Necessità del locatore2.2725,7%
Totale provvedimenti di rilascio40.158100%

Confronto tra 2023 e 2024

Indicatore nazionale20232024Variazione
Provvedimenti di rilascio emessi39.37340.158+1,99%
Provvedimenti per morosità o altra causa30.70230.041-2,15%
Provvedimenti per finita locazione6.4407.845+21,82%
Provvedimenti per necessità del locatore2.2312.272+1,84%
Richieste di esecuzione73.80981.054+9,82%
Sfratti eseguiti con intervento dell’ufficiale giudiziario21.34521.337-0,04%

Che cosa indicano questi dati? Nel 2024 la componente prevalente dei provvedimenti di rilascio è rimasta quella collegata alla morosità o ad altre forme di inadempimento. Inoltre, il numero delle richieste di esecuzione è molto superiore agli sfratti materialmente eseguiti nell’anno: ottenere un provvedimento favorevole è essenziale, ma non sempre basta per riavere immediatamente l’immobile.

Fonte statistica: Ministero dell’Interno, Ufficio Centrale di Statistica, procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo in Italia, dati 2024 pubblicati il 23 settembre 2025.

Quanto costa una procedura di sfratto?

Il costo dipende dal tipo di procedura, dal valore della domanda, dall’eventuale opposizione dell’inquilino e dalla necessità di avviare anche l’esecuzione materiale o il recupero forzato del credito.

Voce di costoQuando può essere necessaria
Consulenza iniziale e verifica documentalePer valutare contratto, morosità e strategia
Diffida legaleQuando si tenta un pagamento o rilascio spontaneo prima dell’azione
Contributo unificatoPer l’avvio del procedimento giudiziale; nei procedimenti di convalida è ridotto della metà secondo la disciplina vigente
Spese di notificazionePer portare formalmente l’atto a conoscenza dell’inquilino
Compenso dell’avvocatoPer redazione dell’atto, udienza, eventuale opposizione ed esecuzione
Costi dell’esecuzioneSe l’inquilino non rilascia volontariamente l’immobile
Recupero forzato del creditoSe occorre procedere su conti, redditi o beni del debitore

In caso di accoglimento della domanda, il giudice può porre le spese processuali a carico dell’inquilino. Tuttavia, ottenere una condanna alle spese non garantisce automaticamente il recupero effettivo delle somme, soprattutto quando il debitore non dispone di beni o redditi aggredibili.

Che cosa non deve fare il proprietario?

La frustrazione causata da mesi di mancati pagamenti non autorizza il proprietario ad agire autonomamente.

Comportamento da evitarePerché è rischiosoCondotta corretta
Cambiare la serratura senza provvedimento eseguitoPuò esporre a responsabilità civili e, secondo il caso, penaliProcedere tramite sfratto ed esecuzione ufficiale
Staccare luce, acqua o gas per costringere l’inquilino ad andare viaPuò costituire condotta illegittima e generare richieste risarcitorieUtilizzare esclusivamente gli strumenti giudiziali
Rimuovere o smaltire i mobili dell’inquilinoPuò comportare responsabilità per perdita o danneggiamento dei beniGestire i beni nell’ambito delle attività esecutive
Entrare nell’immobile senza consenso o titolo esecutivoPuò ledere il possesso e i diritti dell’occupanteAttendere l’intervento dell’ufficiale giudiziario
Minacciare o esercitare pressioni indebitePuò aggravare il conflitto e creare ulteriori problemi legaliAffidare comunicazioni e iniziative a un professionista

Perché rivolgersi a un avvocato per lo sfratto?

Uno sfratto non consiste soltanto nel presentare un atto al Tribunale. Occorre individuare la procedura corretta, quantificare il credito, notificare regolarmente l’intimazione, gestire l’eventuale opposizione e accompagnare il proprietario fino alla concreta restituzione dell’immobile.

L’assistenza legale è particolarmente utile quando:

  • la morosità aumenta ogni mese;
  • l’inquilino contesta le somme dovute;
  • il contratto è scaduto ma l’immobile non viene liberato;
  • occorre recuperare anche i canoni arretrati;
  • il proprietario vive in un’altra città;
  • l’esecuzione richiede attività davanti a un Tribunale diverso da quello di Napoli.

L’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza ai proprietari e ai locatori in materia di sfratti e controversie locatizie a Napoli e, ove necessario, su tutto il territorio nazionale, anche grazie a una fitta rete di avvocati esterni presenti in tutta Italia.

Domande frequenti sulla procedura di sfratto

Dopo quanti giorni di mancato pagamento si può iniziare uno sfratto per morosità?

Nelle locazioni abitative, il mancato pagamento del canone diventa rilevante ai fini della risoluzione quando sono trascorsi 20 giorni dalla scadenza. Non esiste una regola che obblighi il proprietario ad attendere due o tre mensilità non pagate.

Prima di agire è comunque necessario verificare che il debito sia corretto, che non risultino pagamenti non contabilizzati e che il contratto consenta di identificare chiaramente la scadenza del canone.

Le spese condominiali non pagate possono giustificare lo sfratto?

Sì, nelle locazioni abitative il mancato pagamento degli oneri accessori può assumere rilevanza quando il debito supera l’importo equivalente a due mensilità del canone.

È però necessario documentare correttamente le somme richieste, la loro imputazione all’inquilino e il mancato pagamento.

Prima dello sfratto è obbligatoria una diffida?

La diffida è normalmente utile, ma non sempre costituisce un passaggio indispensabile per iniziare la procedura, se la morosità è già maturata secondo la legge.

Una diffida ben formulata può quantificare gli arretrati, invitare al pagamento o al rilascio spontaneo e ridurre il rischio di contestazioni sull’importo richiesto.

Si possono recuperare i canoni arretrati insieme allo sfratto?

Sì. Nel procedimento per morosità il proprietario può chiedere, insieme al rilascio dell’immobile, anche un decreto ingiuntivo per i canoni scaduti e per le somme che continueranno a maturare fino all’esecuzione del rilascio, quando ne ricorrono i presupposti.

Occorre però distinguere tra ottenere un titolo di pagamento e recuperare effettivamente il denaro: quest’ultimo risultato dipende anche dalla solvibilità dell’inquilino.

Se l’inquilino paga dopo aver ricevuto lo sfratto, la procedura si blocca?

Non necessariamente. Nelle locazioni abitative, l’inquilino può evitare la risoluzione soltanto sanando integralmente la morosità nei modi previsti dalla legge.

Il pagamento deve comprendere canoni scaduti, oneri dovuti, interessi legali e spese processuali liquidate dal giudice. Un pagamento parziale o effettuato senza considerare tutte le somme dovute potrebbe non essere sufficiente.

L’inquilino può chiedere sempre 90 giorni per pagare?

No. Il termine fino a 90 giorni non è automatico: richiede la dimostrazione di concrete difficoltà economiche e riguarda le locazioni abitative.

In circostanze particolarmente gravi previste dalla legge, il termine può arrivare fino a 120 giorni, ma solo entro condizioni rigorose e con limiti al numero di sanatorie utilizzabili.

Il termine di grazia vale anche per un negozio o un locale commerciale?

No, non automaticamente. La disciplina speciale della sanatoria della morosità prevista dall’art. 55 della legge n. 392/1978 è riferita alle locazioni abitative.

Per un immobile commerciale, un ufficio o un rapporto diverso dalla locazione abitativa occorre valutare la disciplina applicabile e le eventuali difese dell’occupante caso per caso.

Se il contratto è scaduto ma l’inquilino continua a pagare, il proprietario può comunque chiedere il rilascio?

La risposta dipende dalle circostanze concrete. Occorre verificare la scadenza, le comunicazioni inviate, l’eventuale rinnovo tacito e il significato dei pagamenti ricevuti dopo la cessazione del contratto.

Accettare somme senza una corretta qualificazione può generare contestazioni. Per questo, prima di procedere, è opportuno far analizzare contratto e comunicazioni da un avvocato.

Il proprietario può chiedere lo sfratto perché vuole abitare nell’immobile?

Può far valere la propria necessità nei casi e nei tempi previsti dalla legge, soprattutto in relazione al diniego di rinnovo alla prima scadenza del contratto abitativo.

Non è sufficiente dichiarare genericamente di avere bisogno della casa: devono ricorrere uno dei motivi previsti dalla normativa e devono essere rispettate le corrette modalità di comunicazione.

Che cosa succede se l’inquilino non si presenta all’udienza?

Se la notificazione è regolare e, nel caso di morosità, il debito persiste, il giudice può convalidare lo sfratto.

La convalida attribuisce al proprietario un titolo per ottenere il rilascio, ma se l’inquilino continua a non lasciare l’immobile sarà comunque necessario avviare l’esecuzione tramite ufficiale giudiziario.

L’opposizione dell’inquilino blocca sempre lo sfratto?

No. Se l’inquilino si oppone, il procedimento può trasformarsi in una causa ordinaria. Tuttavia, quando l’opposizione non è sostenuta da prova scritta e non emergono gravi motivi contrari, il giudice può, su richiesta del proprietario, disporre il rilascio provvisorio dell’immobile.

Ogni opposizione deve quindi essere valutata sulla base delle prove effettivamente disponibili.

Il proprietario può cambiare la serratura quando ha ottenuto la convalida?

Non autonomamente. Anche dopo la convalida, se l’inquilino non libera spontaneamente l’immobile, il rilascio deve essere eseguito attraverso la procedura prevista dalla legge e con l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

Agire da soli può esporre il proprietario a contestazioni, richieste risarcitorie e, secondo la condotta tenuta, conseguenze anche penali.

Quanto dura uno sfratto a Napoli?

Non è possibile indicare un termine certo valido per ogni pratica. Un procedimento senza opposizione può essere sensibilmente più rapido di uno in cui l’inquilino chiede la sanatoria, contesta il contratto oppure non rilascia l’immobile dopo la convalida.

La durata reale dipende dalla correttezza della documentazione, dai tempi della notificazione, dal calendario dell’ufficio giudiziario e dalla necessità di procedere all’esecuzione materiale.

Posso affidare uno sfratto a Napoli se l’immobile si trova in un’altra regione?

Sì, previa valutazione della competenza territoriale e delle attività necessarie davanti all’autorità giudiziaria competente.

L’Avv. Stefano Ruocco assiste proprietari e locatori a Napoli e, quando la vicenda riguarda immobili situati fuori dalla Campania, può coordinare l’assistenza sull’intero territorio nazionale grazie a una rete di avvocati esterni presenti in tutta Italia.

Assistenza legale per sfratti a Napoli e in tutta Italia

Un inquilino moroso o un immobile non rilasciato alla scadenza possono provocare perdite economiche rilevanti e impedire al proprietario di utilizzare o riaffittare il proprio bene.

Agire in modo tempestivo e corretto consente di:

  • verificare immediatamente se esistono i presupposti per lo sfratto;
  • quantificare correttamente i canoni e gli oneri dovuti;
  • chiedere il rilascio dell’immobile;
  • valutare il recupero degli arretrati;
  • evitare comportamenti autonomi rischiosi o illegittimi.

L’Avv. Stefano Ruocco offre assistenza legale in materia di sfratto per morosità, sfratto per finita locazione e recupero dei canoni arretrati a Napoli e, se necessario, in tutta Italia, anche attraverso una fitta rete di avvocati esterni presenti sul territorio nazionale.

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