Come funziona una separazione consensuale?
La separazione consensuale permette ai coniugi di separarsi concordando insieme le condizioni relative ai figli, alla casa familiare, al mantenimento e ai rapporti economici. L’accordo può essere formalizzato in tribunale, mediante negoziazione assistita o, nei casi più semplici, davanti all’ufficiale dello stato civile.
Che cos’è la separazione consensuale?
La separazione consensuale è la procedura con cui i coniugi decidono di vivere separatamente e stabiliscono insieme le condizioni della separazione.
L’accordo può disciplinare:
- affidamento e collocamento dei figli;
- tempi di permanenza con ciascun genitore;
- mantenimento dei figli;
- spese straordinarie;
- eventuale mantenimento del coniuge;
- assegnazione della casa familiare;
- gestione di mutui, debiti e beni comuni.
L’articolo 158 del Codice civile prevede che, nella procedura giudiziale, la separazione consensuale acquisti efficacia con l’omologazione.
Un accordo consensuale non deve però essere considerato una semplice formalità. Condizioni poco chiare possono provocare nuovi conflitti dopo la separazione.
Separazione consensuale e giudiziale: differenze
| Aspetto | Consensuale | Giudiziale |
|---|---|---|
| Accordo | Le condizioni sono concordate | Decide il giudice |
| Durata | Generalmente più breve | Spesso più lunga |
| Costi | Di norma più contenuti | Solitamente più elevati |
| Conflitto | Ridotto | Più elevato |
| Addebito | Non viene richiesto | Può essere richiesto |
La separazione consensuale è possibile solo quando i coniugi raggiungono un accordo reale sulle questioni principali.
Quali procedure si possono utilizzare?
Esistono tre modalità principali.
| Procedura | Quando si utilizza | Avvocato |
|---|---|---|
| Tribunale | Anche con figli e questioni patrimoniali | Necessario |
| Negoziazione assistita | Accordo raggiunto con i legali | Un avvocato per parte |
| Comune | Solo nei casi più semplici | Facoltativo |
La scelta dipende dalla presenza di figli, dalla complessità del patrimonio e dagli accordi economici da definire.
Come funziona la separazione consensuale in tribunale?
La procedura è disciplinata dall’articolo 473-bis.51 del Codice di procedura civile.
1. Si stabiliscono le condizioni
I coniugi devono trovare un accordo su:
- figli;
- mantenimento;
- spese straordinarie;
- casa familiare;
- eventuale assegno al coniuge;
- mutui e rapporti economici.
Le clausole devono essere precise. Espressioni come “i genitori decideranno di volta in volta” possono creare difficoltà applicative.
2. Si raccolgono i documenti
Generalmente sono necessari:
- documenti anagrafici;
- estratto dell’atto di matrimonio;
- dichiarazioni dei redditi;
- buste paga;
- documenti relativi a immobili e mutui;
- informazioni sulle spese dei figli.
La documentazione serve a permettere al giudice di valutare la correttezza e la sostenibilità dell’accordo.
3. Si deposita il ricorso congiunto
Il ricorso viene presentato al tribunale competente e deve contenere tutte le condizioni concordate.
I coniugi possono chiedere che la comparizione personale sia sostituita da note scritte, anche se il giudice può comunque convocarli per chiarimenti.
4. Il giudice controlla l’accordo
Il giudice verifica:
- la volontà dei coniugi;
- la legittimità delle condizioni;
- la tutela dei figli;
- la congruità degli accordi economici.
Se l’accordo non tutela adeguatamente i figli, il giudice può chiedere modifiche.
Come funziona la negoziazione assistita?
La negoziazione assistita è prevista dall’articolo 6 del decreto-legge n. 132 del 2014.
Ogni coniuge deve essere assistito da un proprio avvocato. I legali redigono l’accordo e lo trasmettono al procuratore della Repubblica.
Se sono presenti figli minori, incapaci, con disabilità grave o economicamente non autosufficienti, il procuratore verifica che l’accordo rispetti il loro interesse.
Una volta autorizzato o munito di nullaosta, l’accordo produce effetti equivalenti a quelli del provvedimento giudiziale.
Quando ci si può separare in Comune?
La separazione davanti all’ufficiale dello stato civile è possibile solo quando non vi sono:
- figli minorenni;
- figli incapaci;
- figli con disabilità grave;
- figli maggiorenni non economicamente autosufficienti.
L’accordo non può contenere trasferimenti patrimoniali, come il trasferimento della proprietà di una casa.
I coniugi devono confermare l’accordo dopo almeno trenta giorni.
Come vengono regolati affidamento e mantenimento dei figli?
La presenza di figli non impedisce una separazione consensuale.
L’accordo deve rispettare gli articoli 337-ter e seguenti del Codice civile e deve indicare:
- dove vivranno abitualmente i figli;
- quando staranno con ciascun genitore;
- come saranno organizzate festività e vacanze;
- chi sosterrà il mantenimento ordinario;
- come saranno divise le spese straordinarie;
- come verranno prese le decisioni importanti.
L’affidamento condiviso non significa necessariamente che il figlio debba trascorrere esattamente metà del tempo con ciascun genitore. Significa che entrambi partecipano alle decisioni più importanti.
mente il diritto al mantenimento.
Si possono dividere beni e immobili nell’accordo?
Sì, ma le clausole patrimoniali devono essere predisposte con particolare attenzione.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 2546 del 3 febbraio 2025, ha riconosciuto la possibilità di dividere beni immobili comuni anche in quote diseguali, purché non siano compromessi gli obblighi verso i figli.
Per gli immobili devono essere verificati:
- dati catastali;
- conformità urbanistica;
- provenienza del bene;
- eventuali ipoteche;
- mutuo residuo;
- effetti fiscali.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 33360 del 19 dicembre 2024, ha ribadito l’importanza delle dichiarazioni catastali e urbanistiche negli accordi che costituiscono diritti reali immobiliari.
Questa procedura può evitare duplicazioni, ma richiede un accordo completo anche sulle future condizioni del divorzio.
