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Assegno di Inclusione per genitori separati e non conviventi

Quanto deve essere l’ISEE per avere l’assegno di inclusione?

L’Assegno di Inclusione per genitori non conviventi può spettare se il nucleo familiare ha un ISEE non superiore a 10.140 euro.
Quando ci sono figli minorenni e i genitori non sono sposati né conviventi, però, il problema principale è capire se il reddito dell’altro genitore entra o no nell’ISEE minorenni.

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Sono l’Avv. Stefano Ruocco e il mio Studio Legale offre assistenza in materia di regolamentazione del mantenimento e dell’affidamento dei figli di coppia non sposata, anche gratuita con il patrocinio a spese dello Stato, se ricorrono i requisiti di legge.

Assegno di Inclusione genitori non conviventi: la regola base

Per ottenere l’Assegno di Inclusione, il nucleo deve rispettare diversi requisiti economici. Il più importante è:

RequisitoSoglia ADI
ISEE familiaremassimo 10.140 euro
Reddito familiareentro la soglia prevista dalla scala ADI
Patrimonio mobiliarenei limiti INPS previsti

Attenzione: avere un ISEE sotto 10.140 euro non significa ricevere automaticamente l’importo massimo. L’importo dell’ADI dipende anche dal reddito familiare, dalla composizione del nucleo e dalla scala di equivalenza.

Genitori non sposati e non conviventi: perché l’ISEE può aumentare

Il punto delicato è questo: se il figlio è minorenne, l’ISEE non segue sempre la sola residenza anagrafica.

Ai sensi dell’art. 7 del DPCM 159/2013, il genitore non convivente, non sposato con l’altro genitore e che ha riconosciuto il figlio, può essere considerato rilevante ai fini dell’ISEE minorenni.

In parole semplici: anche se il padre o la madre vive altrove, i suoi redditi e patrimoni possono incidere sull’ISEE del figlio.

Questo può far salire l’ISEE e ridurre o impedire l’accesso all’Assegno di Inclusione.

Come abbassare legalmente l’ISEE minorenni

Il modo corretto non è cambiare residenza in modo fittizio o dichiarare il falso nella DSU.

La strada legale è regolare formalmente i rapporti tra i genitori, soprattutto quando esiste già una separazione di fatto.

In particolare, l’art. 7 del DPCM 159/2013 prevede che il genitore non convivente non venga attratto nel nucleo ISEE del figlio quando, tra gli altri casi, esiste un provvedimento dell’autorità giudiziaria che stabilisce il versamento di assegni periodici per il mantenimento dei figli.

Accordo di mantenimento tra genitori: perché può essere decisivo

Se i genitori non sono sposati e non convivono, possono disciplinare:

  • affidamento del figlio;
  • collocamento prevalente;
  • tempi di frequentazione;
  • assegno mensile di mantenimento;
  • ripartizione delle spese straordinarie.

L’art. 337-ter c.c. stabilisce che ciascun genitore deve contribuire al mantenimento dei figli in proporzione alle proprie capacità economiche.

La Cassazione, con ordinanza n. 663/2022, ha riconosciuto la validità degli accordi tra genitori non coniugati sul mantenimento dei figli, purché siano conformi all’interesse morale e materiale della prole.

Scrittura privata o accordo formalizzato?

Qui bisogna essere chiari.

SituazioneEffetto pratico
Semplice accordo verbaledebole e difficilmente utilizzabile
Scrittura privata tra genitorinon sufficiente per l’ISEE
Accordo formalizzato con assistenza legalesolido per DSU, CAF e INPS

Per incidere davvero sull’ISEE minorenni, è preferibile avere un titolo formale: accordo assistito da avvocati o provvedimento del Tribunale competente.

In tal caso è possibile ottenere il provvedimento anche in pochi giorni con la procedura di negoziazione assistita dagli avvocati.

Quando conviene agire

Conviene valutare questa soluzione quando:

  • i genitori non sono sposati;
  • non vivono insieme;
  • il figlio vive stabilmente con un solo genitore;
  • l’altro genitore ha redditi o patrimoni che fanno salire l’ISEE;
  • non esiste ancora un accordo formale sul mantenimento.

In questi casi, regolarizzare il mantenimento può rendere l’ISEE più aderente alla reale situazione familiare.

Attenzione: non deve essere un accordo fittizio

L’accordo non può essere costruito solo per ottenere l’Assegno di Inclusione.

Deve corrispondere alla realtà:

  • chi vive con il figlio;
  • chi sostiene le spese quotidiane;
  • quanto può pagare l’altro genitore;
  • quali sono i bisogni concreti del minore.

Un accordo falso o artificioso può esporre a controlli, revoca del beneficio e responsabilità per dichiarazioni non veritiere.

FAQ – Domande frequenti

Quanto deve essere l’ISEE per l’Assegno di Inclusione?

Per l’Assegno di Inclusione l’ISEE deve essere non superiore a 10.140 euro, salvo ulteriori requisiti reddituali, patrimoniali e familiari.

Il genitore non convivente entra nell’ISEE minorenni?

Sì, può entrare nel calcolo se ha riconosciuto il figlio e non ricorrono le eccezioni previste dall’art. 7 del DPCM 159/2013.

Un accordo di mantenimento può abbassare l’ISEE?

Incide legalmente sull’ISEE minorenni se è correttamente formalizzato e rispecchia una reale separazione dei nuclei familiari.

Basta cambiare residenza per abbassare l’ISEE?

No. La residenza diversa non basta sempre. Per i figli minorenni contano anche le regole specifiche sull’altro genitore non convivente.

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