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Separazione

Separazione consensuale con figli

La separazione consensuale con figli è possibile quando marito e moglie raggiungono un accordo chiaro su affidamento, mantenimento, tempi di visita, casa familiare e spese dei figli. Il Tribunale controlla sempre che l’accordo tuteli davvero l’interesse dei minori.

Separazione consensuale con figli: che cosa significa

La separazione consensuale con figli è la procedura con cui i coniugi decidono di separarsi senza iniziare una causa conflittuale.

L’accordo deve disciplinare in modo preciso:

  • l’affidamento dei figli;
  • il collocamento prevalente o i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
  • il contributo al mantenimento;
  • le spese straordinarie;
  • l’assegnazione della casa familiare;
  • le modalità di comunicazione tra genitori sulle decisioni importanti.

Come Avvocato, il mio compito è trasformare l’accordo tra i coniugi in un testo giuridicamente solido, chiaro e sostenibile nel tempo.

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Sono l’Avv. Stefano Ruocco e il mio Studio Legale offre assistenza in materia di separazione e divorzio, anche gratuita con il patrocinio a spese dello Stato, se ricorrono i requisiti di legge.

Si può fare la separazione consensuale se ci sono figli minori?

Sì, la separazione consensuale è possibile anche in presenza di figli minori.

La presenza dei figli, però, cambia il livello di controllo: il Tribunale non si limita a prendere atto dell’accordo, ma verifica che le condizioni siano conformi al loro interesse.

Il principio centrale è contenuto nell’art. 337-ter c.c.: il figlio ha diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e a ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi.

Cosa deve contenere l’accordo di separazione consensuale con figli

Un buon accordo deve essere concreto. Non basta scrivere frasi generiche.

Le condizioni devono indicare:

  • affidamento: di regola condiviso, salvo situazioni particolari;
  • collocamento: presso quale genitore il figlio vivrà abitualmente, oppure come saranno organizzati i tempi paritari;
  • diritto di visita: giorni, orari, weekend, vacanze, festività e compleanni;
  • mantenimento ordinario: importo mensile e data di pagamento;
  • spese straordinarie: scuola, salute, sport, viaggi, attività extrascolastiche;
  • casa familiare: assegnazione in base all’interesse dei figli, ai sensi dell’art. 337-sexies c.c.;
  • decisioni importanti: scuola, cure mediche, residenza, documenti, viaggi all’estero.

Più l’accordo è preciso, minore sarà il rischio di conflitti futuri.

Affidamento dei figli: condiviso o esclusivo?

Nella maggior parte dei casi, l’affidamento è condiviso.

Questo significa che entrambi i genitori continuano a partecipare alle decisioni importanti per la vita dei figli. L’affidamento condiviso non significa necessariamente tempi identici al 50%, ma responsabilità genitoriale esercitata da entrambi.

L’affidamento esclusivo è possibile solo quando l’affidamento condiviso è contrario all’interesse del minore.

La Cassazione ha chiarito che il collocamento dei figli non può essere deciso con automatismi. Non basta dire che un figlio è piccolo per collocarlo automaticamente presso la madre: il giudice deve valutare il caso concreto, l’interesse morale e materiale del minore e la reale capacità di ciascun genitore di occuparsi della sua vita quotidiana.

Mantenimento dei figli nella separazione consensuale

Il mantenimento deve essere proporzionato alle condizioni economiche dei genitori e alle esigenze reali dei figli.

Si valutano, in particolare:

  • redditi dei genitori;
  • tempi di permanenza presso ciascun genitore;
  • esigenze scolastiche, sanitarie e sportive;
  • tenore di vita goduto prima della separazione;
  • costi abitativi;
  • capacità economica complessiva di ciascun coniuge.

L’importo non deve essere simbolico, ma nemmeno punitivo. Deve essere sostenibile e coerente con la situazione familiare.

Figli maggiorenni non autosufficienti

La separazione consensuale può riguardare anche figli maggiorenni non economicamente indipendenti.

In questi casi, l’accordo deve chiarire:

  • se il figlio vive ancora con uno dei genitori;
  • se studia o lavora;
  • se ha entrate proprie;
  • come vengono divise le spese;
  • se il mantenimento viene versato al genitore convivente o direttamente al figlio.

L’art. 337-septies c.c. prevede che il giudice possa disporre un assegno periodico in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente.

La Cassazione ha però precisato che il mantenimento del figlio maggiorenne non può durare automaticamente per sempre: contano anche l’età, il percorso formativo, le competenze acquisite e l’impegno concreto nella ricerca di un lavoro.

Separazione consensuale con figli: si può fare in Comune?

No, se ci sono figli minori.

La separazione davanti all’Ufficiale dello Stato Civile è esclusa quando vi sono:

  • figli minori;
  • figli maggiorenni incapaci;
  • figli maggiorenni portatori di handicap grave;
  • figli maggiorenni economicamente non autosufficienti.

In questi casi occorre procedere davanti al Tribunale oppure, quando possibile, tramite negoziazione assistita con avvocati.

Separazione consensuale con figli tramite negoziazione assistita

La negoziazione assistita è una procedura che consente ai coniugi di raggiungere un accordo con l’assistenza degli avvocati.

In presenza di figli minori o non autosufficienti, l’accordo deve essere sottoposto al controllo del Pubblico Ministero, che verifica la tutela dell’interesse dei figli.

È una strada utile quando i coniugi hanno già trovato un’intesa e vogliono evitare una procedura più pesante.

Procedura in Tribunale: come funziona

La separazione consensuale con figli si presenta con ricorso congiunto, secondo l’art. 473-bis.51 c.p.c.

In pratica:

  • si raccolgono documenti personali, reddituali e familiari;
  • si redige l’accordo di separazione;
  • si deposita il ricorso in Tribunale;
  • il giudice verifica le condizioni;
  • se l’accordo tutela i figli, viene emesso il provvedimento;
  • da quel momento i coniugi sono legalmente separati.

In alcuni casi, se richiesto e se il Tribunale lo consente, l’udienza può essere sostituita dal deposito di note scritte.

Dopo quanto tempo si può chiedere il divorzio?

Dopo una separazione consensuale, il divorzio può essere richiesto dopo 6 mesi, se la separazione è rimasta ininterrotta.

Questo termine vale anche in presenza di figli.

La separazione, quindi, non scioglie ancora il matrimonio: regola la crisi coniugale e apre la strada al successivo divorzio.

Quando è importante farsi assistere da un Avvocato

È importante farsi assistere quando ci sono figli, casa familiare, mutuo, redditi diversi, spese straordinarie o rapporti già tesi tra i coniugi.

Un accordo scritto male può creare problemi su:

  • mancato pagamento del mantenimento;
  • visite non rispettate;
  • spese straordinarie contestate;
  • gestione delle vacanze;
  • cambio di residenza;
  • nuove relazioni e convivenze;
  • decisioni scolastiche o sanitarie.

Il mio obiettivo è aiutarti a chiudere la separazione in modo rapido, ordinato e tutelante, soprattutto per i figli.

Hai bisogno di assistenza per una separazione consensuale con figli?

Se vuoi separarti consensualmente e hai figli, è fondamentale costruire un accordo chiaro, completo e conforme alla legge.

Puoi contattarmi per valutare la tua situazione e capire quale procedura è più adatta al tuo caso.
Tel: 081 091 03 46 | Cellulare: 339 850 14 36.

Sono l’Avv. Stefano Ruocco e il mio Studio Legale offre assistenza in materia di separazione e divorzio, anche gratuita con il patrocinio a spese dello Stato, se ricorrono i requisiti di legge.

FAQ – Domande frequenti sulla separazione consensuale con figli

La separazione consensuale con figli minori è possibile?

Sì. È possibile, ma l’accordo deve essere valutato dal Tribunale per verificare che tuteli l’interesse dei figli.

Serve sempre il Tribunale se ci sono figli?

Se ci sono figli minori, maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o non economicamente autosufficienti, non si può procedere con la semplice separazione in Comune. Si può procedere in Tribunale oppure, in alcuni casi, con negoziazione assistita.

L’affidamento condiviso significa che i figli stanno metà tempo con ciascun genitore?

Non necessariamente. Affidamento condiviso significa che entrambi i genitori partecipano alle decisioni importanti. I tempi di permanenza possono essere paritari o diversi, in base all’interesse dei figli.

Chi resta nella casa familiare?

La casa familiare viene assegnata tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Di solito resta al genitore presso cui i figli vivono stabilmente, salvo diversa valutazione del caso concreto.

Come si calcola il mantenimento dei figli?

Il mantenimento si calcola considerando redditi dei genitori, esigenze dei figli, tempi di permanenza, spese ordinarie, spese straordinarie e tenore di vita precedente alla separazione.

I figli maggiorenni hanno diritto al mantenimento?

Sì, se non sono economicamente autosufficienti. Tuttavia, il mantenimento non è automatico e illimitato: bisogna valutare età, studio, lavoro, competenze e impegno nella ricerca di autonomia.

Dopo la separazione consensuale posso chiedere subito il divorzio?

No. Dopo la separazione consensuale occorre attendere 6 mesi, purché la separazione sia rimasta ininterrotta.

Cosa succede se uno dei genitori non rispetta l’accordo?

L’altro genitore può agire legalmente per chiedere il rispetto delle condizioni, la modifica dei provvedimenti o il recupero delle somme non pagate.

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