Una separazione consensuale può costare 16 euro in Comune, se la legge consente questa procedura, oppure 43 euro di contributo unificato in Tribunale, oltre al compenso dell’Avvocato. Il costo reale dipende da figli, casa, accordi economici e complessità del caso.
Quanto costa davvero una separazione consensuale?
Il costo di una separazione consensuale non è uguale per tutti.
Dipende soprattutto da tre elementi:
- procedura scelta;
- presenza di figli;
- complessità degli accordi economici.
In linea generale, le possibilità sono queste:
- separazione in Comune: costo fisso di circa 16 euro, ma solo nei casi ammessi dalla legge;
- separazione consensuale in Tribunale: contributo unificato di 43 euro, oltre al compenso dell’Avvocato;
- negoziazione assistita: costo legato principalmente all’attività degli Avvocati;
- gratuito patrocinio: possibile se ricorrono i requisiti di reddito previsti dal D.P.R. 115/2002.
Come Avv. Stefano Ruocco, il mio obiettivo è aiutarti a scegliere la strada più economica, ma anche più sicura. Spendere poco ha senso solo se l’accordo è corretto e non crea problemi dopo.
Separazione consensuale in Comune: quando costa solo 16 euro
La separazione in Comune è la soluzione più economica.
È prevista dall’art. 12 del D.L. 132/2014, convertito nella Legge 162/2014.
Può essere usata solo quando i coniugi:
- sono entrambi d’accordo;
- non hanno figli minori;
- non hanno figli maggiorenni incapaci;
- non hanno figli maggiorenni con disabilità grave;
- non hanno figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;
- non devono inserire trasferimenti patrimoniali complessi.
In questi casi l’assistenza dell’Avvocato non è obbligatoria.
Il costo amministrativo è di regola 16 euro.
Quando la separazione in Comune non conviene
La separazione in Comune costa poco, ma non è sempre la scelta migliore.
Non è adatta se bisogna regolare:
- assegno di mantenimento complesso;
- casa familiare;
- figli non autosufficienti;
- accordi patrimoniali delicati;
- rapporti economici poco chiari;
- possibili contestazioni future.
In questi casi, risparmiare subito può significare spendere molto di più dopo.
Separazione consensuale in Tribunale: quanto si paga
La separazione consensuale in Tribunale si presenta con domanda congiunta.
Il riferimento processuale oggi è l’art. 473-bis.51 c.p.c., introdotto nel nuovo rito famiglia.
Il costo fisso di giustizia per la separazione consensuale è il contributo unificato di 43 euro, previsto dal D.P.R. 115/2002, art. 13.
A questo importo si aggiunge il compenso dell’Avvocato.
Il compenso può variare in base a:
- numero di incontri necessari;
- presenza di figli;
- accordi sul mantenimento;
- assegnazione della casa;
- documentazione da controllare;
- eventuali tensioni tra i coniugi;
- urgenza della procedura.
Quanto costa l’Avvocato per una separazione consensuale?
Non esiste una tariffa unica valida per tutti.
La legge professionale forense, art. 13 Legge 247/2012, prevede che il cliente debba essere informato in modo chiaro sul costo prevedibile della prestazione.
Per questo è sempre corretto chiedere un preventivo.
In una separazione semplice, il costo dell’Avvocato può essere contenuto.
In una separazione con figli, casa, mutuo, assegni o patrimoni da regolare, il costo può aumentare perché l’accordo deve essere scritto con maggiore attenzione.
Una separazione fatta bene deve chiarire:
- chi paga cosa;
- quando si paga;
- quali spese sono ordinarie;
- quali spese sono straordinarie;
- come si gestiscono casa, figli e debiti;
- cosa succede se uno dei coniugi non rispetta l’accordo.
Si può fare una separazione consensuale spendendo poco?
Sì, ma serve un accordo già maturo.
Per contenere i costi è utile arrivare dall’Avvocato con idee chiare su:
- volontà di separarsi;
- eventuale mantenimento;
- gestione dei figli;
- divisione delle spese;
- uso della casa;
- documenti reddituali;
- eventuali mutui o finanziamenti.
Più l’accordo è confuso, più aumentano tempi, incontri e costi.
Il gratuito patrocinio copre la separazione consensuale?
Sì, il patrocinio a spese dello Stato può essere ammesso anche per separazioni consensuali e divorzi congiunti.
Il riferimento normativo è il D.P.R. 115/2002, artt. 74 e seguenti.
Il Ministero della Giustizia indica come soglia ordinaria di reddito il limite aggiornato di 12.838,01 euro annui imponibili, salvo successivi aggiornamenti normativi.
La Cassazione, con sentenza n. 20545/2020, ha chiarito che anche nella separazione consensuale può esistere conflitto di interessi tra coniugi. Per questo, ai fini del gratuito patrocinio, il reddito dell’altro coniuge non va automaticamente sommato.
Attenzione però: vanno valutati con precisione redditi, convivenze, assegni percepiti e documentazione fiscale.
Qual è la soluzione più economica?
La soluzione più economica dipende dal tuo caso.
In sintesi:
- senza figli e senza accordi patrimoniali complessi: può bastare il Comune;
- con figli o accordi economici importanti: meglio Tribunale o negoziazione assistita;
- con reddito basso: valuta il gratuito patrocinio;
- con rapporti tesi: meglio non scegliere solo in base al prezzo.
Il punto non è spendere il meno possibile in assoluto.
Il punto è evitare un accordo debole, incompleto o contestabile.
Cosa può far aumentare il costo della separazione?
Il costo può aumentare quando ci sono:
- figli minori;
- figli maggiorenni non autosufficienti;
- casa familiare da assegnare;
- mutuo cointestato;
- beni da dividere;
- assegno di mantenimento discusso;
- redditi non chiari;
- attività commerciali o quote societarie;
- mancato accordo su vacanze, scuola o spese mediche.
In questi casi serve un lavoro più accurato.
Hai bisogno di sapere quanto ti costa separarti?
Se vuoi separarti spendendo il giusto, il primo passo è capire quale procedura puoi usare.
Io posso aiutarti a valutare:
- se puoi separarti in Comune;
- se serve il Tribunale;
- se puoi accedere al gratuito patrocinio;
- quale accordo conviene scrivere;
- quali costi puoi evitare.
Domande frequenti su quanto costa una separazione consensuale
Quanto costa una separazione consensuale in Comune?
Di regola costa 16 euro. È però possibile solo se non ci sono figli minori, figli non autosufficienti o accordi patrimoniali complessi.
Quanto costa una separazione consensuale in Tribunale?
Il contributo unificato è di 43 euro. A questo va aggiunto il compenso dell’Avvocato.
L’Avvocato è obbligatorio nella separazione consensuale?
Non sempre. In Comune l’Avvocato non è obbligatorio. In Tribunale e nella negoziazione assistita, invece, l’assistenza legale è normalmente necessaria.
Posso separarmi gratis?
Puoi non pagare l’Avvocato se vieni ammesso al patrocinio a spese dello Stato. Devi però rispettare i requisiti di reddito previsti dal D.P.R. 115/2002.
La separazione consensuale costa meno di quella giudiziale?
Sì. Di solito costa meno perché i coniugi sono già d’accordo e non serve una causa lunga e conflittuale.
Se abbiamo figli possiamo separarci in Comune?
No, se avete figli minori, figli maggiorenni incapaci, con disabilità grave o non economicamente autosufficienti. In questi casi serve una procedura diversa.
Come posso ridurre il costo della separazione?
Puoi ridurre il costo preparando documenti, chiarendo prima gli accordi principali e scegliendo la procedura corretta. La cosa più importante è evitare conflitti inutili.
Conviene scegliere l’Avvocato solo in base al prezzo?
No. Il prezzo conta, ma un accordo scritto male può creare problemi su mantenimento, casa, figli e spese future. Meglio un costo chiaro e un accordo solido.
