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Divorzio

Quanto costa un divorzio consensuale?

Un divorzio consensuale costa, come spesa viva davanti al Tribunale, 43 euro di contributo unificato. A questo importo si aggiunge il compenso dell’avvocato, che dipende dalla complessità dell’accordo: figli, assegno divorzile, casa familiare, beni, debiti o trasferimenti patrimoniali possono incidere sul costo finale.

Quanto costa davvero un divorzio consensuale?

Il costo di un divorzio consensuale non è uguale per tutti, perché bisogna distinguere tra:

  • spese vive di procedura;
  • compenso dell’avvocato;
  • eventuali attività ulteriori;
  • complessità dell’accordo tra i coniugi.

La domanda corretta, quindi, non è solo “quanto costa il divorzio consensuale?”, ma anche: che tipo di divorzio consensuale posso fare nel mio caso?

Le strade principali sono tre:

  • divorzio congiunto in Tribunale;
  • divorzio tramite negoziazione assistita;
  • divorzio davanti all’Ufficiale di Stato Civile in Comune, quando possibile.

Hai bisogno di assistenza per un divorzio consensuale o congiunto?

Contattami:
Tel: 081 091 03 46 | Cellulare: 339 850 14 36.

Sono l’Avv. Stefano Ruocco e il mio Studio Legale offre assistenza in materia di diritto di famiglia anche gratuita con patrocinio a spese dello Stato, quando ricorrono i requisiti previsti dalla legge.

Divorzio consensuale in Tribunale: costo base

Nel divorzio congiunto davanti al Tribunale, la spesa viva ordinaria è:

Contributo unificato: 43 euro
Marca da bollo: normalmente non dovuta nei procedimenti di divorzio
Avvocato: necessario

Il riferimento normativo principale è l’art. 473-bis.51 c.p.c., che disciplina il procedimento su domanda congiunta. In pratica, i coniugi presentano un unico ricorso perché hanno già raggiunto un accordo sulle condizioni del divorzio.

Quando conviene il divorzio congiunto in Tribunale?

Il divorzio congiunto in Tribunale è spesso la soluzione più sicura quando:

  • ci sono figli minorenni;
  • ci sono figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;
  • bisogna regolare un assegno divorzile;
  • bisogna disciplinare la casa familiare;
  • ci sono questioni patrimoniali delicate;
  • l’accordo va scritto con particolare attenzione.

In questi casi, il costo dell’avvocato non dipende solo dal deposito del ricorso, ma soprattutto dal lavoro di costruzione dell’accordo.

Divorzio consensuale in Comune: costa solo 16 euro?

Sì, il divorzio davanti all’Ufficiale di Stato Civile costa normalmente 16 euro di diritto fisso.

È però una procedura utilizzabile solo in casi semplici.

Può essere scelta quando:

  • entrambi i coniugi sono d’accordo;
  • non ci sono figli minori;
  • non ci sono figli maggiorenni incapaci;
  • non ci sono figli con handicap grave;
  • non ci sono figli maggiorenni economicamente non autosufficienti;
  • l’accordo non contiene trasferimenti patrimoniali complessi.

Questa procedura è prevista dall’art. 12 del D.L. 132/2014, convertito nella Legge 162/2014.

Attenzione: il Comune non è sempre la scelta migliore

Il divorzio in Comune costa poco, ma non è adatto a tutte le situazioni. Se ci sono aspetti economici delicati, assegni, casa, figli o patrimoni, è prudente farsi assistere da un avvocato prima di firmare qualsiasi accordo. Un accordo scritto male può costare molto più del risparmio iniziale.

Divorzio con negoziazione assistita: quanto costa?

La negoziazione assistita è una procedura nella quale i coniugi raggiungono l’accordo con l’assistenza degli avvocati, senza seguire il percorso ordinario in Tribunale.

È disciplinata dall’art. 6 del D.L. 132/2014, convertito nella Legge 162/2014.

In questa procedura:

  • serve l’assistenza di avvocati;
  • l’accordo viene trasmesso alla Procura;
  • se ci sono figli minori o non autosufficienti, serve una valutazione più attenta;
  • non si paga il contributo unificato tipico dell’iscrizione a ruolo in Tribunale;
  • il costo principale è il compenso professionale degli avvocati.

Può essere una soluzione rapida ed efficace, ma deve essere valutata caso per caso.

Scheda verticale dei costi principali

Divorzio congiunto in Tribunale

Spesa viva: 43 euro di contributo unificato

Avvocato: necessario

Quando è indicato: quando ci sono figli, assegni, casa familiare o condizioni da disciplinare con precisione

Vantaggio: maggiore tutela giuridica dell’accordo

Riferimento normativo: art. 473-bis.51 c.p.c.


Divorzio in Comune

Spesa viva: 16 euro di diritto fisso

Avvocato: facoltativo

Quando è indicato: casi molto semplici, senza figli nelle condizioni previste dalla legge e senza trasferimenti patrimoniali

Vantaggio: costo minimo

Riferimento normativo: art. 12 D.L. 132/2014, convertito in Legge 162/2014


Negoziazione assistita

Spesa viva: di regola non c’è contributo unificato da versare al Tribunale

Avvocato: necessario

Quando è indicata: quando i coniugi sono d’accordo e vogliono una procedura più snella

Vantaggio: può ridurre tempi e passaggi giudiziari

Riferimento normativo: art. 6 D.L. 132/2014, convertito in Legge 162/2014


Da cosa dipende il compenso dell’avvocato?

Il compenso dell’avvocato dipende dal lavoro necessario per proteggere realmente gli interessi del cliente.

Un divorzio consensuale può essere molto semplice, ma può anche richiedere una trattativa complessa.

Gli elementi che incidono di più sono:

  • presenza di figli;
  • affidamento e collocamento dei figli;
  • mantenimento dei figli;
  • assegno divorzile per uno dei coniugi;
  • casa familiare;
  • mutuo o debiti comuni;
  • conti correnti e risparmi;
  • beni immobili;
  • società o attività commerciali;
  • pensioni, TFR o altri diritti economici;
  • rapporti tesi tra i coniugi.

Per questo motivo, prima di indicare un costo definitivo, è corretto analizzare il caso concreto.

L’assegno divorzile può aumentare il costo del divorzio?

Sì, l’assegno divorzile può rendere il divorzio più delicato.

Il riferimento principale è l’art. 5, comma 6, della Legge 898/1970.
La Cassazione ha chiarito che l’assegno divorzile non serve semplicemente a conservare il vecchio tenore di vita matrimoniale, ma può avere una funzione:

  • assistenziale;
  • compensativa;
  • perequativa.

Le Sezioni Unite della Cassazione n. 18287/2018 hanno segnato un principio fondamentale. Anche la giurisprudenza più recente, tra cui Cass. civ. n. 32910/2025, conferma l’importanza di valutare il contributo dato da ciascun coniuge alla vita familiare, le rinunce professionali, la durata del matrimonio e lo squilibrio economico tra le parti.

Questo significa che un accordo sull’assegno divorzile deve essere scritto bene.
Una formula generica può creare problemi futuri.

Dopo quanto tempo dalla separazione si può chiedere il divorzio?

Il divorzio può essere chiesto dopo:

  • 6 mesi dalla separazione consensuale;
  • 12 mesi dalla separazione giudiziale.

Il riferimento è l’art. 3 della Legge 898/1970, come modificato dalla disciplina sul cosiddetto divorzio breve.

Nel caso di separazione consensuale, il termine di 6 mesi decorre normalmente dalla comparizione dei coniugi davanti al giudice o dalla data dell’accordo formalizzato, nei casi previsti dalla legge.

Quali documenti servono per il divorzio consensuale?

Di solito servono:

  • documento di identità e codice fiscale di entrambi i coniugi;
  • estratto per riassunto dell’atto di matrimonio;
  • certificato di residenza;
  • stato di famiglia;
  • copia del provvedimento di separazione;
  • dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni;
  • eventuale accordo sulle condizioni economiche;
  • documenti relativi a figli, casa, mutuo o immobili.

La documentazione può variare in base al Tribunale competente e alla situazione familiare.

È possibile divorziare gratis con il patrocinio a spese dello Stato?

Sì, è possibile ottenere assistenza legale gratuita con il patrocinio a spese dello Stato, se ricorrono i requisiti previsti dal D.P.R. 115/2002.

In particolare, occorre verificare:

  • reddito del richiedente;
  • documentazione fiscale;
  • tipo di procedimento;
  • eventuale conflitto di interessi con altri familiari conviventi;
  • non manifesta infondatezza della domanda.

Il limite reddituale viene aggiornato periodicamente dal Ministero della Giustizia. Per questo motivo, prima di escludere la possibilità del gratuito patrocinio, è sempre opportuno fare una verifica concreta.

Il mio Studio Legale offre assistenza anche in regime di patrocinio a spese dello Stato, quando la persona possiede i requisiti di legge.

Quanto costa se i coniugi sono completamente d’accordo?

Se i coniugi sono davvero d’accordo su tutto, il costo è generalmente più contenuto.

Un accordo completo deve chiarire:

  • volontà di divorziare;
  • eventuale assegno divorzile;
  • mantenimento dei figli;
  • tempi di frequentazione dei figli;
  • casa familiare;
  • spese ordinarie e straordinarie;
  • eventuali beni comuni;
  • eventuali debiti o mutui.

Più l’accordo è chiaro, minore è il rischio di contestazioni future.

Cosa succede se l’accordo non è chiaro?

Se l’accordo è incompleto o ambiguo, possono nascere problemi dopo il divorzio.

Gli errori più frequenti riguardano:

  • spese straordinarie dei figli;
  • importo dell’assegno;
  • decorrenza dei pagamenti;
  • aggiornamento ISTAT;
  • uso della casa familiare;
  • mutuo;
  • trasferimenti di denaro;
  • gestione delle vacanze e festività;
  • mancata previsione di casi futuri.

Un buon accordo non deve solo chiudere il matrimonio.
Deve prevenire il contenzioso successivo.

Meglio Comune, negoziazione assistita o Tribunale?

Dipende dal caso concreto.

Se non ci sono figli, non ci sono beni da regolare e l’accordo è molto semplice, il Comune può essere la via più economica.

Se invece ci sono figli, assegni, casa familiare o questioni economiche, è spesso preferibile una procedura assistita da avvocato.

La scelta migliore non è sempre quella che costa meno subito.
È quella che evita problemi dopo.

Perché rivolgersi all’Avv. Stefano Ruocco

Nel divorzio consensuale il mio obiettivo è aiutarti a chiudere la vicenda in modo rapido, chiaro e sicuro.

Ti assisto per:

  • valutare la procedura più adatta;
  • calcolare i costi;
  • verificare se puoi accedere al patrocinio a spese dello Stato;
  • redigere un accordo completo;
  • tutelare figli, casa e interessi economici;
  • evitare errori che potrebbero creare contenziosi futuri.

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Domande frequenti sul costo del divorzio consensuale

Quanto costa un divorzio consensuale in Tribunale?

Il costo vivo del divorzio consensuale in Tribunale è normalmente di 43 euro per il contributo unificato. A questa somma va aggiunto il compenso dell’avvocato, che dipende dalla complessità del caso.

Il divorzio consensuale si può fare senza avvocato?

Davanti al Tribunale l’assistenza dell’avvocato è necessaria. Davanti all’Ufficiale di Stato Civile in Comune, invece, l’avvocato è facoltativo, ma solo nei casi semplici ammessi dalla legge.

Il divorzio in Comune costa davvero 16 euro?

Sì, la procedura davanti all’Ufficiale di Stato Civile prevede normalmente un diritto fisso di 16 euro. Tuttavia, non è utilizzabile se ci sono figli minori, figli maggiorenni non autosufficienti, figli incapaci o con handicap grave, oppure se l’accordo contiene trasferimenti patrimoniali non ammessi.

Se abbiamo figli possiamo divorziare in Comune?

No, se ci sono figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, incapaci o portatori di handicap grave, la procedura in Comune non è utilizzabile. In questi casi occorre valutare il divorzio congiunto in Tribunale o la negoziazione assistita.

Possiamo usare un solo avvocato per il divorzio consensuale?

Nel divorzio congiunto in Tribunale, se l’accordo è pieno e non ci sono conflitti sostanziali, può essere possibile procedere con un solo avvocato. Nella negoziazione assistita, invece, la procedura richiede l’assistenza degli avvocati secondo le regole previste dalla legge.

L’assegno divorzile fa aumentare i costi?

Può incidere, perché richiede una valutazione più attenta della situazione economica dei coniugi. L’assegno divorzile deve essere regolato in modo preciso per evitare future contestazioni.

Quanto tempo dura un divorzio consensuale?

I tempi dipendono dalla procedura scelta e dal Tribunale competente. In generale, un divorzio consensuale è molto più rapido di un divorzio giudiziale, soprattutto se l’accordo è completo e la documentazione è corretta.

Posso ottenere il divorzio gratis?

Sì, se hai i requisiti per il patrocinio a spese dello Stato. In questo caso le spese legali possono essere sostenute dallo Stato. È necessario verificare reddito, documentazione e condizioni previste dal D.P.R. 115/2002.

Cosa devo fare prima di chiedere il divorzio consensuale?

Prima di iniziare è utile raccogliere i documenti personali, il provvedimento di separazione, le dichiarazioni dei redditi e tutte le informazioni su figli, casa, assegni, mutui e beni comuni. Una consulenza iniziale consente di capire subito costi, tempi e procedura più adatta.

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